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Paul Klee, le 5 opere più belle dell’artista

Paul Klee concentrò tutto il suo stile pittorico nell’esperienza del colore. Ecco le 5 opere più belle per conoscerlo

Oggi ricorre l’anniversario del pittore Paul Klee nato il 18 dicembre 1879 a Münchenbuchsee, in Svizzera e morto il 29 giugno a Muralto. Il contributo artistico di Klee non sta soltanto nella numerosa produzione di opere, ma anche per il fondamentale contributo dato alle diverse correnti dell’epoca. Ritenuto uno dei più importanti artisti del modernismo classico del XX secolo, le sue opere racchiudono elementi provenienti dall’espressionismo, dal cubismo e dal surrealismo. In questo articolo vi mostriamo 5 delle sue opere più belle.

Senecio, 1922

Senecio è una delle opere più famose e importanti di Paul Klee. Le forme geometriche rappresentano un volto estremamente semplificato. Senecio è una manifestazione del senso dell’umorismo di Paul e della cultura africana. I colori e le forme semplici, Paul fa uso di varie sfumature di arancione, rosso e giallo per rivelare il ritratto di un vecchio. Questo dipinto dimostra i principi dell’arte di Klee, in cui gli elementi grafici di linea, piani di colore e spazio sono messi in movimento da un’energia dalla mente dell’artista.

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Separazione di sera, 1922

L’acquarello realizzato da Paul Klee nel 1922, durante il periodo di insegnamento al Bauhaus, ci suggerisce una scena patetica dovuta al titolo in tedesco Scheidung abends: “divorzio vespertino”, nella traduzione letterale. Più che descrivere un ciclo (la notte che segue il giorno che segue notte), il pittore svizzero segna il momento preciso in cui il giorno e la notte mostrano i loro limiti, la loro incapacità di essere l’altro. Il titolo fissa nell’opera un momento preciso della giornata: l’oggetto in questione è il tempo, un istante prolungato. Il fatto che al centro ci sia rappresentato un evento quotidiano osservabile da tutti rende l’opera “democratica”.

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Flora su sabbia, 1927

In questa opera possiamo ritrovare l’esperimento discusso a lezione dallo stesso artista con un foglio di metallo, sabbia un arco di violino. Le vibrazioni oscillanti ottenute si esprimeranno in uno schema ritmico corrispondente nella sabbia. Questo impulso a vibrare viene trasfigurato da Klee nella realtà. Gli artisti sono l’arco, la volontà di espressione, la materia è l’intermediario, le figure nella sabbia sono l’ultimo prodotto formale.

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Strade principali e strade secondarie, 1929

L’area a disposizione, solitamente piccola perché deve essere colta con un’unica occhiata nella sua totalità, viene sminuzzata in tante piccole porzioni. Data la piccolezza il quadro richiede un esame ravvicinato, concentra l’attenzione visiva in una zona ristretta entro la quale l’occhio può viaggiare con il minimo sforzo. Le linee verticali di diversa inclinazione dividono strisce orizzontali di colori differenti di diversa consistenza formando una rete discontinua. L’inclinazione e la “scala” formata dalle linee suggeriscono una prospettiva paesaggistica.

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Ad Parnassum, 1932

Creato con una tecnica che lo stesso Paul Klee definisce Neodivisionismo, una sorta di puntinismo in dominato da composizioni dei colori primari, Ad Parnassum è un quadro originato da uno strato di quadrati colorati, su cui sono stati dipinti piccoli punti luminosi, insieme al cerchio arancione e alle linee, elementi basilari ma allo stesso tempo evocativi, capaci di trasformare una composizione astratta in qualcosa di fortemente comunicativo. Non si sa cosa si stia osservando in questo quadro, se una montagna, una piramide o una casa, bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dalle suggestioni.

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