L'espressionista

Oskar Kokoschka, il “super selvaggio”

Ricordiamo l'artista, autore di testi fondamentali per il teatro espressionista e noto per le opere post–impressioniste
Oskar Kokoschka, il "super selvaggio".

MILANO – Oskar Kokoschka  (Pöchlarn, 1º marzo 1886 – Montreux, 22 febbraio 1980) è stato un pittore e drammaturgo austriaco. Studiò dapprima chimica, poi dal 1903 al 1909 frequentò l’Accademia di belle arti di Vienna, dove fu attratto dalle opere barocche di Franz Anton Maulbertsch, dal nuovo stile di Gustav Klimt e dalla pittura incisiva di Lovis Corinth. L’artista austriaco, iniziò la sua carriera pittorica nel clima della Secessione viennese dominata da Gustav Klimt. Inevitabilmente l’attività giovanile di Kokoschka è influenzata soprattutto dal diretto contatto che egli aveva con il maestro del “Bacio”.

 

Gli amanti, Oscar Kokoschka

 

GLI ESORDI – Fu presentato al pubblico viennese durante il Kunstschau (Art Show) del 1908. Proprio in quest’occasione egli artista si fece notare dalla critica, che gli attribuì l’appellativo di “super selvaggio”. In seguito venne a contatto con il gruppo espressionista tedesco «Die Brücke» ed espose alcune sue opere nelle mostre organizzate dal gruppo «Der Blaue Reiter». Egli non aderì mai ufficialmente all’Espressionismo, tuttavia le sue opere di quegli anni rappresentano alcuni dei massimi vertici dell’Espressionismo storico. Nel 1917 venne a contatto con il gruppo Dada, e a partire dal 1920 la sua pittura cominciò a distaccarsi dall’Espressionismo, per dedicarsi ad una autonoma ricerca che lo portò a reinterpretare l’impressionismo in una nuova chiave moderna. Si cimentò anche nella drammaturgia, scrivendo testi teatrali fondamentali per il teatro espressionista.

IL FRONTE – Durante la prima guerra mondiale fu ferito sul fronte orientale; dopo un ricovero all’ospedale militare, fu congedato per instabilità mentale. Dal 1917 al 1924 insegnò all’Accademia di Dresda, dove ebbe modo di studiare da vicino Rembrandt e la pittura antica. In questi anni espose alla Galleria Dada di Zurigo con Max Ernst, Paul Klee e Vasily Kandinsky, e partecipò alla Biennale di Venezia. Kokoschka non accettò mai completamente le tendenze astrattiste: dietro alla sua convulsa espressione della realtà è sempre avvertibile la drammaticità del suo segno a spirale, di ispirazione barocca e con profonde influenze di Paul Cézanne. A partire dal 1924 viaggiò in Europa e in Africa, dipingendo i paesaggi che incontrava attraverso disegni vibranti con colori accesi.

DOPO LA GUERRA – Dopo la guerra insegnò presso l’Accademia di Dresda e cominciò una serie di viaggi che lo portarono in varie parti del mondo, tra cui l’Italia, alla quale fu legato da intenso rapporto affettivo. Nel 1934, dopo che i nazisti avevano giudicato anche la sua pittura «arte degenerata», si trasferì a Praga per poi portarsi a Londra. Ottenuta la cittadinanza britannica, nel 1953 si stabilì definitivamente a Villeneuve, sul lago di Ginevra. È morto nel 1980 all’età di novantaquattro anni.

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