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Luca Nannipieri, “Musei online? Come baciare una donna su un poster”

Ospitiamo il giudizio del noto critico d'arte Luca Nannipieri, di cui sta per uscire il libro "A cosa serve la storia dell'arte" (Skira), in merito alla decisione di molti musei di proporre visite online.
Luca Nannipieri, "Musei online? Come baciare una donna su un poster"

Da bambino mi dicevano che era inevitabile che, da grande, per il progresso tecnologico, io avessi una macchina che volava come gli aerei. Sono adulto e la mia macchina è ancora con 4 ruote piantate a terra. Da ragazzo mi dicevano che l’ebook avrebbe fatto morire il libro. Il libro non è morto, mentre invece l’ebook, che doveva essere vittorioso, viene letto da tre gatti e un cane.

All’Università, negli anni Duemila con la globalizzazione, si diceva che tutte le identità territoriali sarebbero svanite nel breve tempo sotto la forza dell’omologazione alla cultura dominante di stampo americano. Via le cucine locali, arrivano McDonald’s e Burger King a cancellare identità e ricette. E’ accaduto il contrario: McDonald’s e Burger King sono arrivati, ma la cucina italiana, invece di scomparire sotto agli hamburger e le patatine fritte, si è trasformata in alta specializzazione territoriale, si sono imposti gli chef, gli stellati, gli slow food, le gastronomie di ricerca, la sofisticazione culinaria e vinicola, insomma tutto il contrario rispetto all’omologazione impoverente tanto presentata come ineluttabile.

Ci sono processi che consideriamo irreversibili, inevitabili, mentre invece non lo sono affatto. Abbiamo sempre il cellulare in mano e siamo sempre più dipendenti da computer, ipad, iphone. Per questo molti giudicano inevitabile che i musei, le mostre, le gallerie si trasformino in spazi web, accessi da remoto, visite online. Con la pandemia in corso e la chiusura dei luoghi di cultura, tutto sembra accelerare e affermare che internet sarà la prossima piazza ineluttabile dei luoghi di cultura. Musei online, mostre online, conferenze online, tutto online. La dimensione fisica della visita, che coinvolge vista, udito, olfatto, tatto e, a volte, anche gusto, viene ad oggi ridotta alla pura funzione della vista e tutto ciò viene giudicato inevitabile.

Provate ad entrare e guardare dal vivo la Cappella Sistina in Vaticano e poi guardatela sul cellulare. Come sarà Internet nel 2100 non saprei dire, ma ad oggi guardare la Cappella Sistina sul cellulare o sul computer è come baciare una donna su un poster e convincersi che sia uguale a baciarla dal vero. Prima di considerare fatale e sicuro tutto questo, ricordatevi quando ci dicevano che, presto, prestissimo, silenziosissime macchine volanti avrebbero solcato i cieli.

Luca Nannipieri

Photo Credits: Luigi Polito

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