La mostra da non perdere che celebra Claude Monet nel centenario della sua morte
Scopri la mostra “Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard”, in programma al Palazzo Tarasconi di Parma che celebra Claude Monet e la storia del rivoluzionario movimento artistico francese.

Una mostra per celebrare Claude Monet e la storia del rivoluzionario movimento artistico francese. Fino al 31 maggio 2026 Palazzo Tarasconi, a Parma, ospiterà una grande mostra dedicata all’Impressionismo francese, dal titolo “Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard“. L’evento è promosso con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Parma ed è prodotto da Navigare srl, con la curatela di Stefano Oliviero.
Gli Impressionisti da Monet a Bonnard
La mostra propone un ampio percorso sulle origini e sull’evoluzione dell’Impressionismo, nato ufficialmente a Parigi nel 1874 con la prima esposizione organizzata nello studio del fotografo Nadar. Le ripetute esclusioni dal Salon ufficiale avevano reso evidente l’incompatibilità tra accademismo e una pittura fondata sull’instabilità percettiva. Fu l’avvio di una nuova concezione pittorica, caratterizzata da un’attenzione innovativa alla luce, al colore e alla percezione visiva, sviluppata soprattutto attraverso la pratica della pittura en plein air.
Il percorso espositivo presenterà oltre settanta opere, tra cui circa cinquanta dipinti a olio e una ventina di acquerelli, opere grafiche e disegni, provenienti da collezioni private italiane e francesi. Accanto a Claude Monet, considerato il padre del movimento, saranno esposte opere di Alfred Sisley, Vincent van Gogh, Giovanni Boldini, Paul César Helleu, Eugène Isabey, Antoine Guillemet, Pierre Bonnard e di altri artisti che hanno raccolto e sviluppato l’eredità impressionista.
Una sezione significativa è dedicata alla Scuola di Barbizon – con artisti quali Corot, Rousseau, Daubigny e Millet – considerata fondamentale per la nascita della pittura en plein air e per l’attenzione alla natura che sarà poi sviluppata dagli Impressionisti. La Scuola di Barbizon è un movimento artistico francese attivo circa tra il 1830 e il 1870, considerato un passaggio fondamentale verso la nascita dell’Impressionismo.
Prende il nome dal piccolo villaggio di Barbizon, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove un gruppo di pittori si stabilì per lavorare a stretto contatto con la natura. Questi artisti rifiutarono l’arte accademica ufficiale, che privilegiava soggetti storici, mitologici o religiosi, e scelsero invece di rappresentare paesaggi reali, scene rurali e la vita quotidiana contadina. Dipingevano spesso en plein air (all’aria aperta), osservando direttamente la luce, le atmosfere e i cambiamenti stagionali e questo approccio realistico e attento alla natura influenzò profondamente gli Impressionisti.
Cento anni dalla morte di Claude Monet
Il centenario legato a Claude Monet rappresenta un momento di particolare rilievo culturale perché offre l’occasione di rileggere in modo approfondito la figura di uno degli artisti più influenti della storia dell’arte moderna. La sua pittura rivoluzionò il modo di rappresentare la realtà: non più contorni netti e soggetti idealizzati, ma luce, atmosfera e percezione immediata come veri protagonisti dell’opera.
L’importanza di Monet risiede soprattutto nella sua ricerca costante sugli effetti della luce e del colore. In questa In tal senso si può leggere- cuore della mostra – il confronto tra due dipinti attribuiti al maestro: Tempête à Sainte-Adresse e Les Pêcheurs de Poissy. Il percorso espositivo si articola poi in quattro aree narrative. “Verso il cambiamento” racconta il clima di rinnovamento della prima metà dell’Ottocento, ancora legato all’accademismo ma attratto dalla pittura en plein air.
“Tra natura osservata e natura percepita” mette in discussione le regole tradizionali della rappresentazione e rivaluta lo sguardo soggettivo. “La pittura come esperienza del momento” celebra la Belle Époque impressionista, dove la luce naturale diventa il vero soggetto e ogni dipinto è l’esito di un incontro tra occhio e istante vissuto. “Oltre l’impressione” accompagna verso un uso più intenso e talvolta simbolico del colore, anticipando le ricerche neoimpressioniste e le avanguardie del XX secolo.
Celebrare un centenario dedicato a Monet significa dunque riconoscere il suo ruolo di ponte tra tradizione e modernità. La sua opera non solo ha ridefinito il paesaggio come genere autonomo e innovativo, ma ha anche posto le basi per una nuova concezione dell’arte: non semplice rappresentazione del reale, ma interpretazione sensibile e soggettiva della visione pittorica.
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