L'invisibile traccia

L’opera di William Xerra sul muro di Farini

Un'opera dettata dal bisogno di mettere i cittadini in sicurezza si trasforma in arte grazie al talento del celebre artista piacentino William Xerra
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In seguito all’inondazione del 2015 a Farini, nel comune piacentino, la Regione Emilia Romagna ha deciso di erigere un muro di protezione che divide Farini dal letto del torrente Nure. E’ qui che William Xera, ha deciso di realizzare la sua opera VIVE, un racconto poetico che si sviluppa su un muro come se fosse una pagina di un libro. A seguito di tale avvenimento da circa un mese il muro, concepito come forma di protezione, incontra l’arte. Il fine è dare speranza a una terra ferita dall’alluvione ma che vuole far evincere ciò che di bello ancora rimane.

William Xerra,  il poeta visivo

William Xerra è un artista piacentino e al tempo stesso anche una sorta di “poeta visivo”. Parte dai disegni e dalla poesia per dar vita alla sua concezione di opere d’arte. Chi conosce Xerra sa che si tratta di un artista prontato alla leggerezza. Già nel 1978, insieme alla moglie, costruisce a Pavia un lungo muro di carta che disegna e dipinge. In occasione di “Milano Poesia” nel 1990, invece, usa un’intera parete di tela sulla quale artisti, pittori,  poeti e critici hanno riportato immagini e parole.

E’ proprio dall’idea di questi lavori precedenti, che Xerra ha deciso di proporre al sindaco un’idea analoga a questi progetti. L’intento è stato quello di radunare nove poeti italiani e stranieri e dare un significato più profondo a quel muro di cemento. L’idea è stata immediatamente accolta dal sindaco, conscio che l’idea dell’artista avrebbe aiutato anche i cittadini a riporre fiducia dopo il triste avvenimento. In tal senso, l’opera diventa il simbolo della rinascita.

William Xerra, VIVE

Il muro non è altro che un racconto, un muro di cemento che ha voglia di raccontare una storia, quella di una cittadinza e di molte vite distrutte per colpa di un’alluvione. L’idea di Xerra è che quei frammenti sul muro acquistino nuova vita e che lo facciano nel modo più significativo possibile. Così quel muro viene scandito da varie sezioni nelle quali appaiono una serie di oggetti ritrovati e strappati via dall forza dell’alluvione.

Figurano così una scala, una ringhiera, una testata di un letto, segnali stradali, ruota di un carro, ferri piegati e tutto ciò che il fiume ha portato via con sè. Oltre a questa serie di oggetti che simboleggiano sul muro come reliquie, Xerra ha voluto riportare sul muro, diventato ormai un’opera d’arte, anche i versi di alcuni poeti italiani , francesi e americani.

Con Xerra collaborano anche diversi poeti, i quali accanto agli oggetti trionfanti sul muro, hanno riportato alcuni versi significativi che inducono anche a riflettere sulla forza distruttrice della natura. Ma proprio nell’evocare il dramma attaverso le parole dei poeti, trionfa una grande scritta lunga circa tre metri.

E’ la parola “Vive”, come la giusta parola di un racconto che riabilita la memoria e che fa da cornice alla “Visibile traccia”, l’opera che Xerra ha voluto dedicare alle persone che sono strappate alla vita e che comunque rivivono nella mente dei cari, e a quelle a cui la vita ha dato una seconda possibilità.

Photocredit: www.pressreader.com

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