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la commemorazione

“Il coraggio e la memoria”, l’opera in omaggio delle vittime del Covid

Per l’occasione l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo inaugura un’installazione sonora per ricordare l’anno passato

Oggi 18 marzo si celebra la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus. Per l’occasione il Presidente del Consiglio Mario Draghi si recherà a Bergamo. La città, simbolo della prima ondata della pandemia, ha un ricco programma di iniziative per commemorare questa giornata. Tra queste vi è l’inaugurazione dell’installazione sonora temporanea “Il coraggio e la memoria”.

Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus

È stata decisa per il 18 marzo, diventando legge con l’unanimità della commissione Affari costituzionali del Senato, l’istituzione della giornata nazionale delle vittime del Covid-19. Oggi si terrà a Bergamo la cerimonia di commemorazione per le oltre 103 mila vittime italiane del Coronavirus. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi parteciperà alla cerimonia dalle ore 11:00 che sarà trasmessa in diretta su Rai 1.

L’opera “Il coraggio e la memoria”

Verrà inaugurata alle ore 17:30 presso il parco dell’ospedale Humanitas Gavazzeni l’opera “Il coraggio e la memoria”. Si tratta di un’installazione sonora temporanea attiva da oggi fino al 4 maggio, giorno simbolo della fine del lockdown nazionale. “Il coraggio e la memoria” prende forma con le voci dei dipendenti dell’ospedale che raccontano le storie raccolte nell’omonimo libro (con distribuzione interna) di tutte le persone che all’interno della struttura hanno vissuto la tragicità della pandemia durante la prima ondata. Si tratta di una registrazione della durata di venti minuti riprodotta in loop dalle 9:00 alle 19:00, in modo che tutti possano ricordare insieme quei momenti tanto drammatici quanto potenti per la forza d’animo e il coraggio di chi li ha vissuti. L’Amministratore Delegato di Humanitas Gavazzeni e Castelli, Giuseppe Fraizzoli, spiega «sentivamo l’esigenza di raccontare, di salvare il senso di quanto è successo. Così, il racconto sonoro dell’installazione si fa memoria e ci consente di vivere con maggior consapevolezza il presente e il futuro. Perché la memoria di una tragedia non è mero ricordo, ma un modo per dare un senso al nostro ruolo, dandoci la possibilità di approfondirlo e di rinascere migliori, riscoprendoci».

Bergamo durante la prima ondata della pandemia

Bergamo e la sua provincia è stata la zona più colpita durante la prima ondata di Coronavirus in Italia. Tra i mesi di marzo e aprile dello scorso anno nella provincia bergamasca sono morte seimila persone a causa del Covid. Gli ospedali erano pieni di pazienti, le terapie intensive non avevano più posti letto e si è arrivati a curare le persone su materassi adagiati sul pavimento, come racconta la lettera dello scorso marzo scritta dai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. I pazienti morivano ad un ritmo inimmaginabile e, soprattutto, morivano soli. Le famiglie non potevano salutare i propri cari, nemmeno per celebrare il funerale. Una strage la cui drammaticità ha colpito l’intera nazione proprio la notte del 18 marzo di un anno fa, quando una lunga fila di camion dell’esercito portava via le bare di tutti coloro che non ce l’avevano fatta. Non c’era più posto a Bergamo, non c’era più tempo, nemmeno per i morti. Ma la forza di Bergamo è nata anche da questo, il suo coraggio, quello dei cittadini. La capacità di rialzarsi, mantenendo l’orgoglio e la compostezza di sempre.

Alice Turiani

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