Il dono dell'arte

I tesori della Collezione Poscio, da Hayez a De Nittis, in mostra a Casa De Rodis a Domodossola

Inaugura domani la mostra curata da Michele Bonuomo dal titolo ''Alessandro Poscio, collezionista appassionato. Da Hayez a Fornara, da Scipione a Messina'', capolavori dell'Ottocento e del Novecento...

Alessandro Poscio, collezionista appassionato e colto, ha riunito una serie di capolavori che saranno in mostra a Casa De Rodis, a Domodossola, dall’8 giugno al 31 gennaio 2015. La collezione comprende numerosi capolavori di artisti come Hayez, Constable, De Nittis o Fornara

MILANO – Inaugura domani la mostra curata da Michele Bonuomo dal titolo ”Alessandro Poscio, collezionista appassionato. Da Hayez a Fornara, da Scipione a Messina”, capolavori dell’Ottocento e del Novecento appartenenti alla coppia Alessandro e Paola Poscio, che dall’8 giugno abbelliranno le sale di Casa De Rodis, recentemente restaurata e restituita alla città di Domodossola.

LA MOSTRA – L’esposizione presenta un nucleo di 110 opere di maestri quali John Constable, Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Giovanni Segantini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Segantini ecc. tutte provenienti dalla raccolta dei coniugi domesi, Alessandro e Paola Poscio, che negli anni hanno raggruppato un folto numero di artisti intorno al tema della pittura di paesaggio e di genere, prodotta tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Il percorso espositivo si apre con l’autoritratto di Carlo Fornara (1871-1968 e amico dei coniugi Poscio) e con uno dei suoi capolavori più conosciuti, “Chiara pace”, dipinto nel 1903, quando l’artista si rifugiò in alta montagna condividendo la dura vita dei pastori. La mostra spazia poi dalla pittura di paesaggio, come l’intenso tramonto sulla Senna di John Constable, alla straordinaria stagione ritrattistica, rappresentata tra gli altri da Francesco Hayez.
Non manca una ricognizione sull’arte del Novecento, passando per la sospensione quasi metafisica di Giorgio de Chirico. La collezione Poscio si completa infine con due ampie sezioni, dedicate rispettivamente alla scultura (Francesco Messina, Wolfang Alexander Kosuth ecc.) e al disegno (tra gli altri Jacques-Louis David, Filippo De Pisis, Scipione ecc.). Quadri che raccontano paesaggi e volti, emozioni intense e chiari spazi, l’incanto della luce o l’inafferrabilità di un volto.

LO SPAZIO ESPOSITIVO – La mostra è ospitata nelle sale di Casa De Rodis, storica residenza di origine medievale nel cuore di Domodossola che è stata recentemente restaurata e che accoglierà i tesori della Collezione Poscio, divisi in cicli tematici. Un tempo dimora della famiglia De Rodis, di antica nobiltà antigoriana, il palazzetto è stato interessato da una attenta ristrutturazione che ha visto da una parte il recupero di tutti gli elementi storico-architettonici (travi, pietre, pavimenti in legno, soffitti a cassettoni) e dall’altra una reinterpretazione in chiave moderna delle caratteristiche dell’edificio e della sua storia. Il restauro di Casa De Rodis è stato ripensato nel suo complesso creando una connessione tra piazza, interno e cielo.

ALESSANDRO POSCIO – Lungo un percorso di oltre mezzo secolo di ‘appassionata incompetenza’ (che è anche il suggestivo titolo del catalogo a corredo della mostra) Alessandro Poscio e sua moglie Paola hanno raccolto un ricco e rigoroso insieme di visioni d’arte che attraversano epoche, linguaggi e stili, con particolare attenzione alla pittura di fine a Ottocento e inizio Novecento. Nel tempo prende forma il desiderio che la bellezza goduta davanti a questi quadri sia esperienza possibile a tutti con esposizioni aperte al pubblico. In questa visione, la mostra rappresenta un dono che Alessandro Poscio, scomparso a 84 anni l’anno scorso, ha deciso di fare alla sua città e a tutti gli appassionati d’arte.

6 giugno 2014

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