Arte e mostre

A Varese arriva una mostra dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie

Non smettere di sognare e non reprimere la fantasia, lo insegna la mostra "Alice e il Chiostro delle Meraviglie" di Ettore Antonini
A Varese arriva una mostra dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie

MILANO –  Alice e il Chiostro delle Meraviglie, visibile dal 9 giugno fino al 28 luglio a Gavirate, in provincia di Varese, presso il Chiostro di Voltorre, è una mostra che oltre a celebrare un grande classico della letteratura, quale Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, invita il pubblico, sopratutto adulto, ad avere il coraggio di sognare e viaggiare con la fantasia dentro il mondo di se stessi.

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Il viaggio di Alice nel Chiostro delle Meraviglie

Ettore Antonini, classe 1952, è un’artista lombardo che a 67 anni di età ed un passato da illustratore e pubblicitario, non smette ancora di sognare. Innamorato della bellezza, dell’attualità e sopratutto della serietà di fiabe come Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie non smette mai dedicargli le sue attenzioni e le sue opere. Proprio l’Alice di quel paese immaginario, e sopratutto prima del foto-ritocco di Walt Disney, è protagonista della sua ultima mostra Alice e il Chiostro delle Meraviglie, visibile dal 9 giugno fino al 28 luglio a Gavirate, in provincia di Varese, presso il Chiostro di Voltorre, risalente al XII secolo e tra le più belle testimonianze dell’arte romanica in Lombardia.

Le aree del chiostro sono divise a seconda della tecnica adottata dall’artista, dalle incisioni, alla scultura, all’illustrazione, e ripercorrono ognuna il viaggio di Alice nel suo meraviglioso mondo. Ma non finisce qui perché per arricchire la mostra è stato creato un percorso sensoriale e una sala virtuale per immergere lo spettatore nel fantastico mondo delle Meraviglie. “Ho iniziato a realizzare le opere relative ad Alice nel ’96 e ho iniziato con 12 incisioni che sono poi i 12 capitoli del libro” mi ha raccontato l’artista. Oltre 100 opere raccontano questo viaggio nel mondo della fantasia e Ettore dichiara che “Come illustratore questi racconti sono belli da disegnare perché hai tantissimi personaggi e tantissime situazioni diverse da rappresentare.”

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Il coraggio della fantasia

Tutto parte dalla lettura del libro  di Carroll che Antonini considera la cosa principale. “Quando Alice entra dentro la tana del coniglio, è una cosa fantastica e pensi come abbia fatto ad entrarci. Ma è proprio li il bello, è la fantasia. Con essa si può entrare dappertutto.” Con questa mostra, le cui opere hanno dei familiari tratti futuristi per quanto riguarda i personaggi e le ambientazioni, l’obiettivo di Ettore è quello di far tornare gli adulti bambini, assaporando ancora una volta lo stupore, la meraviglia, il desiderio ed il piacere dell’ascoltare e del guardare riaprendo la mente alla possibilità di non avere limiti. “Alice è un vedersi dentro, è anche un spunto per vedere quello che succede a noi. Io penso sempre a chi l’ha scritto: penso che quando Carroll l’ha scritto ha pensato non tanto alla bambina ma a cosa ha vissuto lui. Era lui che diventava piccolo, non lei“.

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Con la fantasia puoi andare dove vuoi. Puoi viaggiare in tutto il mondo, ma non quello attuale, bensì quello interiore.” Questi racconti “non sono fatti per nulla” dichiara Ettore, che considera fondamentale il fatto che gli adulti li leggano per se stessi e per tramandarli ai bambini. Per passare proprio ai più piccoli questa passione e per non indurli a sopprimere la fantasia, durante la mostra proprio loro creeranno manualmente qualcosa, “così vivranno la mostra“. Saranno anche passati 150 anni da quando Carroll scrisse Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie ma come dice Ettore “Nulla è vecchio. La divina commedia non è mai vecchia e non lo sarà mai. Tutto quello che è bello ed è fatto bene durata nel tempo. Un libro non si può distruggere, no può proprio. Un libro rimane.” La sua passione lo spinge sempre di più a viaggiare tra le pagine di questi bellissimi racconti e orgogliosamente e felicemente mi dice “In cantiere ho già altra roba ancora, e non mi fermo“. Ettore, come le fiabe che rappresenta, insegna a non porre limiti alla propria fantasia e al proprio coraggio di sognare e tornare piccoli.

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