Critichiamo

La lotta contro l’analfabetismo, ecco chi sono gli eredi di Alberto Manzi oggi

28022014131651_sm_6635

LA CRITICA QUOTIDIANA – Oggi in Italia l’istruzione rischia di non essere più considerata un diritto. La crisi economica colpisce duramente anche le scuole e una politica sorda non capisce la priorità del problema. Dalle pagine della Repubblica, Mariapia Veladino denuncia questo grave fenomeno in crescita e sottolinea l’importanza dei maestri e maestre ”di frontiera”……

L’analfabetismo in Italia non è sconfitto, ma a combatterlo ci sono gli educatori di strada. Mariapia Veladino dalle pagine della Repubblica racconta le esperienze di questi maestri speciali, eredi di Alberto Manzi

LA CRITICA QUOTIDIANA – Oggi in Italia l’istruzione rischia di non essere più considerata un diritto. La crisi economica colpisce duramente anche le scuole e una politica sorda non capisce la priorità del problema. Dalle pagine della Repubblica, Mariapia Veladino denuncia questo grave fenomeno in crescita e sottolinea l’importanza dei maestri e maestre “di frontiera”.

LA DEPRIVAZIONE CULTURALE – Chi viene privato del diritto alla cultura non ha le capacità per partecipare alla vita sociale e politica, perchè non ha gli strumenti per smascherare gli inganni. Quando manca la cultura frena anche lo sviluppo economico, perché si tende a dipendere dal resto del mondo per tutto. Sopra ogni altra cosa, la deprivazione culturale ci toglie la possibilità di realizzare la ‘propria libertà e felicità, perché non possiamo realizzare quel che siamo’.

GLI EREDI DI ALBERTO MANZI – Ecco perché è così importante l’opera di buoni e buone maestre ‘eredi spirituali’ di Alberto Manzi, che negli anni Sessanta ha insegnato a molti italiani a leggere e scrivere con la storica trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” – a lui la Rai ha dedicato una fiction andata in onda lunedì e martedì. ‘Questi maestri oggi non parlano più dalla televisione ma sono a scuola, fuori dalle scuole e, come dire, a scavalco: insegnanti al mattino, volontari al pomeriggio’. Operano per strada, in quartieri degradati, come Scampia a Napoli, ma anche a Milano, Roma, Reggio Calabria.

L’ESPERIENZA DEI MAESTRI SPECIALI –  Questi maestri sono mossi da un credo: che dare fiducia ai ragazzi, essere convinti che loro siano in grado di superare le loro difficioltà e imparare, ‘vuol dire mettere in moto un meccanismo di riparazione nelle loro vite deprivate’. Il rischio dell’analfabetismo in Italia c’è ancora, è concreto e tangibile: il 5% degli italiani non sa leggere e il 33% soffre di analfabetismo funzionale, ovvero non è in grado di comprendere ciò che legge. Per aiutare i ragazzi che vivono le situazioni di maggiore disagio bisogna avere fede nel fatto che il loro destino non sia scritto, che loro non dovranno necessariamente andare a infoltire queste schiere. Stabilendo una relazione con loro, preoccupandosi di loro, questi ‘maestri speciali’ li risarciscono di famiglie spesso assenti, di legami spesso mancanti con i genitori. La scuola non può far fronte a tutto da sola: in un momento in cui è venuta meno la sua alleanza con le famiglie e la società, ha bisogno di questi nuovi aiuti. E ‘queste esperienze di maestri diversi sono […] esperienze di socializzazione del problema’. C’è la speranza che queste esperienze influenzino le scuole stesse, che queste ultime imparino a dare più importanza alla relazione che alla burocrazia, alla passione per la propria disciplina piuttosto che ai programmi.

28 febbraio 2014

©RIPRODUZIONE RISERVATA

La lotta contro l’analfabetismo, ecco chi sono gli eredi di Alberto Manzi oggi ultima modifica: 2014-02-28T00:00:00+00:00 da

© Riproduzione Riservata
Tags