Coronavirus

Vivere in quarantena a Casalpusterlengo: la storia di Veronica

Abbiamo chiesto a Veronica di Casalpusterlengo di raccontarci come si vive in quarantena: "Quello che più mi angoscia è l'idea di essere intrappolata qui, di non poter lasciare il paese...".
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La vita di Veronica, classe 1992, è cambiata venerdì scorso, quando negli uffici Sky – dove lavora – ha iniziato a vedere sugli schermi le immagini del suo paese, Casalpusterlengo. La notizia del primo infetto da Coronavirus iniziava a rimbalzare sui notiziari, quando Veronica riceve prima la chiamata allarmata di un’amica e poi le indicazioni del capo, che le consiglia di andare immediatamente a casa. “Quando ho lasciato l’ufficio ero tranquilla, convinta che sarei tornata al lavoro lunedì. Ma il tempo di prendere il treno e arrivare a casa e le cose erano già cambiate. Il numero degli infetti saliva velocemente e le indicazioni diventano sempre più restrittive”. 

Per il momento la situazione è la seguente: quattordici giorni di blocco “totale” di un’area di oltre 50mila abitanti che comprende Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. 

Fare la spesa

Da venerdì Veronica e la sua famiglia sono chiusi in casa. “Non vedo passare un’auto sotto casa mia da venerdì e da ieri ci sono anche diversi posti di blocco che impediscono alle persone di lasciare la zona rossa, così come di entrare”. Infatti, se inizialmente ci si è affidati al buon senso dei cittadini, invitandoli a non lasciare le proprie abitazioni, le misure sono diventate via via più restrittive e oggi per andare al supermercato devi munirti di guanti e mascherina. “Ieri mattina c’è stato l’assalto ai supermercati. La paura era che bloccassero i rifornimenti, ma quando la sera sono andati i miei genitori hanno trovato tutto il necessario. Nella confusione generale, i prodotti non erano stati disposti sugli scaffali, era tutto nei bancali in cui erano arrivati. Ma, a parte questo, la situazione era piuttosto regolare”. Alla mia domanda su guanti e mascherina, Veronica esita un istante: “Mio papà è riuscito a procurarsi le mascherine tramite un amico, ma tante persone sono rimaste senza. Infatti, all’ingresso del supermercato controllavano che tutti fossero muniti di mascherina, ma poi hanno fatto entrare anche quelli che non ce l’avevano“. Gli altri negozi sono chiusi, come prescrive l’ordinanza, “ho solo visto su Facebook un panettiere aperto con un cartello che invitava a entrare quattro persone alla volta”.

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Portare a passeggio il cane

Ieri Veronica si è concessa una breve passeggiata per portare fuori il cane, ma in giro si vede poca gente e, quando incontri qualcuno, la gente cambia marciapiede: “La situazione sfiora il paradossale, a volte. Mi è bastata una passeggiata con il mio cane per accorgermi che ci si evita palesemente per strada e si tende a cambiare marciapiede non appena si intravede una persona in lontananza“. Ma è solo una breve parentesi all’aria aperta quella che si è concessa ieri Veronica, il tempo restante lo si trascorre chiusi in casa, seguendo il notiziario e controllando gli umori del paese sulle pagine Facebook. “Bisognerebbe limitare l’uso dei social in questo momento. Circolano notizie poco attendibili e le persone continuano a scrivere e a commentare senza filtro. Sarebbe meglio limitarsi a seguire le indicazioni del Sindaco e seguire i canali ufficiali di informazione”.

I tamponi sono finiti?

Non è chiaro se i tamponi per verificare il contagio da Coronavirus siano finiti o meno. Ieri sera, infatti, a lasciar trapelare la notizia è stato il Sindaco di Bertonico, che interrogato sul suo stato di salute da Fabio Fazio, ha risposto: “Ho fatto richiesta per il tampone, ma pare siano finiti”, gettando visibilmente nello sconforto il virologo Roberto Burioni, ospite della trasmissione “Che tempo che fa”. A ulteriore conferma di questa ipotesi, arrivano questa mattina le parole di Veronica, che ci racconta: “La mia vicina di casa ha la febbre, ha segnalato il caso, ma le hanno detto che l’avrebbero richiamata. A quanto so, non è arrivato ancora nessuno. Pare che i tamponi siano finiti“. 

Lo stato d’animo dei cittadini in quarantena

“La cosa che pesa è stare in casa e fa impressione l’idea di non poter lasciare il paese. Parlano di multe, sanzioni e persino di carcere. È una situazione assurda, ma io posso solo seguire le indicazioni che arrivano dal Sindaco e fare la mia parte. Siamo nell’occhio del ciclone, ma siamo anche chiusi in casa e quindi è difficile avere una percezione reale di quanto sta accadendo fuori. È veramente assurdo!”.

Ci lascia così Veronica e, nonostante i suoi ammirevoli sforzi per trasmettere calma e sicurezza anche a noi, dalla sua voce trapela un po’ di preoccupazione. Noi, di Libreriamo, abbracciamo la popolazione dei paesi in quarantena e invitiamo chi lo volesse a condividere con noi la sua testimonianza. 

 

 

 

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