storie d'amore

L’amore indissolubile tra Lea Vergine ed Enzo Mari

Si sono spenti insieme, con 24 ore di distanza: Lea Vergine ed Enzo Mari ci lasciano una grande eredità artistica e la testimonianza di un amore grandissimo.
L’amore indissolubile tra Lea Vergine ed Enzo Mari

Lea Vergine, pioniera della critica d’arte, ed Enzo Mari, maestro del designer italiano, hanno vissuto un amore davvero intenso. Due personaggi con personalità molto forti, capaci di condividere tutto ma anche di avere grandi discussioni, date le loro divergenze. La coppia, formata da opposti, era attratta da una forza quasi più potente di loro, a tal punto da farli morire con 24 ore di distanza. Lea ed Enzo se ne vanno insieme, presso il San Raffele di Milano, in pieno Autunno. Ci lasciano una grande eredità artistica e la testimonianza di un amore grandissimo.

Due poli opposti attratti da una forza disumana

«Siamo agli antipodi e la nostra storia ha funzionato in modo misterioso. É stata una sfida e un conflitto continuo, anche se, è vero, sulle cose importanti ci troviamo d’accordo».
Così Lea Vergine descriveva il rapporto con il marito Enzo Mari. Due grandi personalità, che si trovarono spesso a litigare ma che, come dice lei, sui temi importanti trovavano sempre un punto di incontro.

Un amore da scandalo

Dopo l’incontro a Napoli, dove lei viveva, iniziarono a lavorare insieme per una rivista. Il lavoro andò bene, nonostante le divergenze caratteriali e di pensiero. L’amore scoppiò solo nel 1966, a progetto concluso e avvenne quello che Lea chiamava “l’incontenibile mistero delle coppie”.
Il loro amore fu da subito un amore folle. Andarono a convivere dopo solo cinque mesi, a Milano, nell’estate del 1966. Lea racconta che ,quando pagavano l’affitto, la gente li guardava come due delinquenti. Ogni cosa però, anche i più crudeli pettegolezi, era sublimata dalla passione e dalla voglia di stare insieme.

La denuncia

Dopo le lamentele dei due inquilini del terzo piano, la coppia venne persino denunciata per concubinaggio. La legge per il divorzio in Italia non era stata ancora approvata e, dati i matrimoni precoci alle spalle, lo scandalo fu enorme. «Ci vennero a prendere alle 5 del mattino come due pericolosi ricercati: eravamo stati denunciati per concubinaggio. Era il ’67 o il ’68 e non c’era ancora il divorzio. Pensammo ai nostri rispettivi coniugi, invece erano stati i portinai».

Il lavoro e l’autonomia

Il loro segreto, nel lavoro, fu quello di proseguire autonomamente. Lei lavorava in via Sant’Agnese, a Milano, lui in piazzale Baracca.
Lea, a proposito del loro lavoro, raccontava «Quando mi sono occupata dell’arte programmatica e cinetica, Enzo era contrario, non lo trovava opportuno e non ricordo sia venuto all’inaugurazione della mostra. E neanche ha mai letto il mio libro sulla Body art.» Insomma, le discussioni e le divergenze furono davvero molte, ma continuavano sempre ad amarsi e cercarsi com all’inzio.

La quotidianità di due artisti d’eccellenza

Eh si, anche Lea Vergine ed Enzo Mari, pionieri dell’arte e del design contemporanei, avevano una routine. Lui amava recarsi al supermercato, lei preferiva fare la spesa di frutta e verdura nei mercatini rionali. Avevano anche un “appuntamento culinario” prediletto: cucinare la pasta insieme.
Sempre insieme, al cinema, amavano gli stessi temi e registi, da Roman Polanski a Matteo Garrone, da Billy Wilder a Gianni Amelio. Per la letteratura o la musica, lei ne sapeva più di qualsiasi critico d’arte, lui era esperto di piante, animali, funghi.
Una vita di coppia passata tra arte, lavoro, casa, sogni e tanto sentimento.

 

Photocredits: G. Varchetta

 

Stella Grillo

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