Rimbaud a Verlaine, “Non puoi dimenticarmi. Io ti ho qui, sempre”

Nel giorno dell’anniversario della morte di Arthur Rimbaud – il poeta maledetto francese celebre per le sue poesie da “veggente”, Paul Claudel lo definì mistico allo stato selvaggio,  – pubblichiamo la lettera che inviò all’amante Paul Verlaine. 10 anni di differenza, fughe in giro per il mondo dopo aver abbandonato le rispettive case e famiglie, il loro fu un rapporto d’amore dai tragici risvolti. La loro convivenza e il loro vagabondare fu costellato da continui litigi fino al giorno in cui Verlaine comprò un revolver a Bruxelles e dopo alcune ore fece fuoco contro Rimbaud ferendolo lievemente: “T’insegno io a volertene andare”. 

Londra, venerdì pomeriggio
4 luglio 1873
Ritorna, ritorna, amico mio, caro, unico amico, ritorna. Ti giuro che sarò buono. Se sono stato grossolano con te, era uno scherzo in cui m’incaponivo, me ne pento più di quel che non sia possibile dire. Ritorna, tutto sarà dimenticato. Che disgrazia, che tu abbia dato peso a quello scherzo. Da due giorni non smetto di piangere. Ritorna. Sii coraggioso, amico mio, caro. Non c’è niente di irrimediabile. Basterà che tu rifaccia il viaggio. Ricominceremo a vivere qui, coraggiosamente, pazientemente. Te ne supplico. E’ il tuo bene, del resto. Ritorna, troverai tutte le tue cose. Spero che ormai tu abbia capito, non c’era niente di vero nella nostra discussione. Che momento crudele! Ma tu, quando ti facevo segno di scendere dal piroscafo, perché non sei tornato? Avremo vissuto insieme due anni, per arrivare a un momento come quello! Che farai, adesso? Se non vuoi tornare qui, vuoi che venga io, a trovarti dove sei?
Si, il torto era mio.
Oh non mi dimenticherai, di’?
No, non puoi dimenticarmi.
Io ti ho qui, sempre.
Di’ rispondi al tuo amico, non dobbiamo più vivere insieme?
Sii coraggioso. Rispondimi in fretta.
Non posso restare qui più a lungo.
Ascolta il tuo buon cuore, nient’altro.
Presto, di’ se devo raggiungerti.
Tuo per tutta la vita. Rimbaud

In fretta, rispondi, non posso fermarmi qui oltre lunedì sera. Per adesso non ho un penny, non posso imbucare questa lettera. Ho affidato a Vermersch i tuoi libri e manoscritti.
Se non devo più vederti, mi arruolerò nella marina o nell’esercito.
Oh torna, a ogni ora ricomincio a piangere. Dimmi di venire da te, verrò, dimmelo, telegrafa – Devo partire lunedì sera, tu dove vai, che vuoi fare?

 

Credit: ARTHUR RIMBAUD con Paul Verlaine, ritratto di Fantin-Latour, Museo d’ Orsay, Parigi

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