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“Perché chiudere le scuole secondarie?”, la lettera di una mamma

Una donna ha scritto una lettera per sottolineare il semplicismo con cui si maltratta la scuola e ribadisce l'importanza di analizzare costi-benefici legati a pandemia, didattica a distanza e salute psicofisica degli studenti
"Perché chiudere le scuole secondarie?", la lettera di una mamma

La mancanza di trasparenza sui dati e il semplicismo con cui si maltratta la scuola sono forse “solo” il frutto di incapacità ma rappresentano un grave vulnus democratico e un pericolo per il nostro Paese. E’ questa l’opinione espressa da una donna, attraverso una lettera indirizzata al direttore di Orizzontescuola.it che ha scritto una missiva da “imprenditrice e ricercatrice in virologia, da mamma, da cittadina”.

Analisi costi-benefici

La donna comprende la necessità di prendere misure importanti e dolorose durante la pandemia per evitare il peggio, ma sottolinea l’importanza di analizzare costi-benefici. Per far ciò, occorre sapere “in quali attività e in quali settori della popolazione ci si infetta e quanto”. Purtroppo questi dati non sono ancora disponibili, almeno per noi cittadini. 

I dati internazionali su studenti e contagi

Ma è la questione scuola a interessare la donna. Vengono così proposti diversi studi, come quelli riportati sul Network Bibliotecario Sanitario Toscano, che dimostrano come bambini e adolescenti abbiano una minore suscettibilità al virus SARS-CoV-2 rispetto agli adulti. “Allora perché chiudere le scuole secondarie?” L’analisi procede sulla questione didattica a distanza, che “non è scuola”. “Una settimana di lezione frontale vale più di due mesi di didattica a distanza!”. Anche l’idea che il costo della chiusura della scuola sia nullo a parte la ricaduta sul lavoro dei genitori rappresenta per la donna “un’idea stupida e pericolosa”. 

La salute psicofisica dei ragazzi

La donna nella lettera sottolinea come il costo anche immediato in termini di salute psicofisica di intere generazioni non sia ancora stato valutato appieno scientificamente. Ci sono però molte indicazioni.

Uno studio dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia afferma che: “L’isolamento a casa durante l’emergenza da nuovo coronavirus ha causato l’insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18)… Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia.” Ad esso vanno a sommarsi i costi in termini di mancato apprendimento. 

Scuola componente della democrazia

La donna conclude sottolineando l’importanza di conoscere i reali numeri della pandemia e ribadendo che la scuola “è una componente essenziale della democrazia. Così come la cultura in genere, inclusi cinema e teatro.”

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