Alex Zanardi

Oltre lo sport, la lezione di vita di Alex Zanardi in una lettera

Alex Zanardi è in condizioni gravi, in seguito ad un incidente stradale. La sua storia, la capacità di ripartire dopo le gravi prove che ha dovuto affrontare, fanno di lui un esempio di vita e di tenacia. La lettera aperta del mental coach sportivo Davide Tambone
Oltre lo sport, la lezione di vita di Alex Zanardi

Alex Zanardi è in condizioni gravi, in seguito ad un incidente stradale. L‘ex pilota di Formula 1 è rimasto coinvolto in un sinistro in provincia di Siena, durante una delle tappe della staffetta di Obiettivo tricolore. Un tour che vede tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. Zanardi ha riportato un politrauma ed è adesso all’ospedale Le Scotte di Siena.

La lezione di vita di Alex Zanardi

Alex Zanardi non è un semplice sportivo: la sua storia, la capacità di ripartire dopo le gravi prove che ha dovuto affrontare, fanno di lui un esempio di vita e di tenacia. “Tu che hai iniziato con i kart per arrivare in formula 1. Tu che dopo 5 stagioni hai ricominciato tutto daccapo negli Stati Uniti in una formula minore, cos’hai trovato? Un incidente che ti ha portato via le gambe … Come hai fatto a non lasciarti andare? Dove hai trovato la forza?”. E’ uno dei passaggi della lettera aperta che il mental coach sportivo Davide Tambone qualche anno fa pubblicò sul suo blog indirizzata ad Alex Zanardi, ex pilota automobilistico che ha dovuto lasciare il mondo dell corse a causa di un brutto incidente in pista il 15 agosto 2001.

Alex Zanardi ha trovato la forza per ripartire ed intraprendere una nuova carriera sportiva nel paraciclismo, dove corre in handbike e diventa campione paraolimpico nella sua categoria sia alle Paraolimpiadi di Londra 2012 sia a quelle di Rio ancora in corso.

Proprio in occasione della kermesse paraolimpica del 2012, il mental coach sportivo Davide Tambone aveva scritto una lettera indirizzata ad Alex Zanardi. Parole che, ancora oggi, ci fanno capire su come spesso ci rassegniamo e ci lamentiamo per ostacoli all’apparenza insuperabili ma in realtà affrontabili, proprio perché, come dimostra Alex Zanardi, ognuno di noi ha dentro di sé una forza immensa. Una forza che, speriamo, saprà trovare anche stavolta.

“Caro Alex, lo sapevi che la tua medaglia d’oro ha dato un duro colpo allo sport nazionale?

No, non il calcio. Il lamento.
Essì caro Alex, come faremo ora a sostenere di non avere la possibilità di fare ciò che desideriamo?

Come faremo, se tu continui a dimostrare che possiamo andare oltre i nostri limiti?

Lo capisci o no che ci stai rendendo tutto più difficile?

In questi anni la crisi ci aveva dato una mano… Tu lo sapevi che in Italia abbiamo un numero esagerato di “neet”? Sono i giovani che non studiano, non lavorano e neanche cercano un lavoro. Sono due milioni…
E che fanno? Boh! Eppure in tv a parte il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi non c’è più niente… Ah si, facebook…

Caro Alex che ne sai tu.
Ora non sarà facile per noi sostenere che hai successo solo se: sei di buona famiglia, se c’hai lo zio prete che ti raccomanda, se c’hai la famiglia che ti da soldi, se c’hai l’amico politico, se c’hai la chiave giusta, se hai le risposte del test di ammissione prima di aprire le buste, se hai qualcuno in commissione al concorso…

Oppure devi essere un genio, ma capita ad uno su mille.  Mica possiamo metterci a studiare o a lavorare tutto il giorno… Mica possiamo stare a consumarci il cervello per come riuscire ad andare oltre le difficoltà che abbiamo… Non siamo mica geni, non siamo nati mica nella Silicon Valley (hai visto che successo il libro “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”? meno male, un po’ di conforto…).

Caro Alex, ci hai fregato.
Tu che hai iniziato con i kart per arrivare in formula 1. Tu che dopo 5 stagioni hai ricominciato tutto daccapo negli Stati Uniti in una formula minore, cos’hai trovato? Un incidente che ti ha portato via le gambe … Come hai fatto a non lasciarti andare? Dove hai trovato la forza?

Dopotutto era così facile sentirsi una vittima del destino. Avresti avuto il nostro appoggio, la nostra compassione. Potevi arrivare all’apice del successo ma il destino ti ha portato all’inferno. Tutti ti avremmo creduto una vittima. E ci saremmo identificati in te.Saresti stato il nostro simbolo.

“Vorrei ma non posso” questo è il nostro motto. E tu cosa vai a fare? Non ti arrendi… Ma perché? Perché vuoi turbare le nostre coscienze dimostrandoci il contrario?
Vedo questa foto scattata nella gara che ti ha dato la medaglia d’oro: vedo i cordoli bianchi e rossi che accarezzavi con il tuo bolide a 300 all’ora in ogni curva del circuito… Come sei riuscito a rifarlo su quella sedia? Spingendoti con la forza delle sole mani… Dicci come hai fatto?

Perché a 46 anni non si va alle Olimpiadi, tutti ti avevano sconsigliato di provarci. “Sei troppo vecchio” dicevano, ma tu no, il solito testardo, il solito guastafeste che vuole dimostrare che si può andare oltre i propri limiti, anzi oltre i limiti che gli altri ti impongono.

Caro Alex sei forte, ce lo hai fatto vedere…  Ma ti rendi conto in che ci situazione ci hai messo ora???

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