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La lettera di Giovanna Botteri a chi la critica sui social per il suo look

L'inviata da Pechino per la Rai Giovanna Botteri negli ultimi giorni è presa di mira sui social per avere sempre lo stesso look durante la messa in onda. La sua risposta
La lettera di Giovanna Botteri a chi la critica sui social per il suo look

Un momento di discussione vera sul rapporto tra le giornaliste e la loro immagine. E’ questo l’auspicio della corrispondente Rai da Pechino Giovanna Botteri. La giornalista è negli ultimi giorni presa di mira sui social per avere sempre lo stesso look durante la messa in onda.

Da Striscia la notizia all’accusa di body shaming

Nei giorni scorsi un servizio di Striscia la Notizia dedicato alla giornalista Rai Giovanna Botteri sottolinea le “frecciate” che la corrispondente costantemente riceve sui social. Così sono nati gruppi su Facebook dedicati e appositi tweet. In difesa di Giovanna Botteri si sono schierate associazioni di categoria come Cpo Cnog, Fnsi e Usigraqi e Giulia Giornaliste. In un comunicato congiunto in merito alla vicenda Giovanna Botteri si parla di body shaming e di “una forma di attacco subdolo perché attraverso la risata che vorrebbe suscitare, ridicolizza, ferisce.”

L’immagine delle giornaliste in tv

La stessa Giovanna Botteri è voluta intervenire sul caso con una lettera aperta. “Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettetemi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi. Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.”

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