La lettera d’amore della giovane Ofelia a Fernando Pessoa

MILANO – Ofèlia, segretaria dattilografa 19 enne, si innamora di Ferdinando Pessoa. La relazione tra uno dei più grandi scrittori della letteratura di questo secolo e una ragazza semplice e un po’ illusa. All’interno di questa lettera allo scrittore portoghese emergono tutti i dubbi e le incertezze di una giovane ragazza innamorata. Sentimenti che tutte le ragazze hanno provato in certi momenti della loro vita. Ecco la lettera tratta da Mestiere di leggere.

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“Fernando
E ancora sotto l’effetto doloroso che mi ha provocato la lettura della sua lettera, che le invio queste parole. I miei timori e le mie intime convinzioni non mi avevano ingannata, mi accorgo che mi stavo affezionando a uno di questi esseri che si prendono gioco del puro affetto, che sono capaci di stancarsi per poter torturare il cuore delle povere ragazze, cercando di poter avere con loro una relazione non per affetto, non per una simpatia di speranze future, non per interesse e neppure per capriccio, ma soltanto perché piace loro affliggere, infastidire e torturare colei che fra l’altro non aveva mai pensato a lui, e neppure lo conosceva. Proprio bello! Sublime! Grande! Per quanto riguarda le mie lettere, può conservarle, se desidera, sebbene esse siano troppo semplici! Quanto a me, non mancherò in futuro di trarre vantaggio da questa lezione: mi ha fatto sapere fino a che punto di sincerità un uomo esprime la sua simpatia, il suo affetto, il suo amore, tutte le speranze future riguardo a ragazze ancora inesperte.
Una Signora amica mia diceva giorni orsono queste parole:

“Una donna che crede alle parole di un uomo, non è che una povera idiota; se un giorno vedeste qualcuno che finga di portare alle labbra una bevanda avvelenata a causa sua, rovesciategliela velocemente in bocca perché libererà
il mondo da un impostore in più”.
Abbiamo riso tutti! E alla fine aveva ragione…

Ofélia

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P.S. Le chiedo scusa se rispondo solo oggi alla sua lettera, ma a causa della morte del fratello di mio cognato non sono venuta a casa ieri e per questo non ho potuto risponderle con la velocità che avrei voluto.
Le augura immensa felicità la…”

Ofélia

10 dicembre 1920

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