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Jill Biden, storia della la first lady che continuerà a insegnare

Joe Biden è ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Insieme a lui la grandissima Jill, una first lady che già ha cambiato la storia.

Jill Biden, la moglie del nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha già cambiato la storia. Come? Sarà la prima first Lady a mantenere il suo lavoro che, in questo caso, è quello dell’insegnante. “Voglio che la gente apprezzi gli insegnanti”, ha ribadito Jill. Perciò, se Eleanor Roosevelt, nel 1932, soffrì nel lasciare i suoi ragazzi in classe, oggi, nel 2021, Jill Biden ha scelto di rimanere lì, tra i banchi. Ad insegnare alle generazioni future.

Jill Biden e la sua dedizione all’insegnamento

Elena Roosvelt, quasi nove decenni fa, dovette abbandonare con sofferenza il suo ruolo da insegnante. Anche la nuova first lady, Jill Biden, è un’insegnante che si prepara per la sua vita alla Casa Bianca. Ma, rispetto ad Elena, ha indicato che farà una scelta molto diversa.
Jilla, che ha iniziato la sua carriera negli anni ’70, ha lavorato come insegnante di inglese in un ospedale psichiatrico per adolescenti, nelle scuole superiori e nei college della comunità, mentre guadagnava due master e un dottorato in scienze dell’educazione.

Non ha smesso di insegnare quando suo marito è diventato vicepresidente, tornando in classe pochi giorni dopo l’inaugurazione. Si è destreggiata tra i suoi due mondi correggendo i compiti sull’Air Force Two o portando un cambio di vestiti al lavoro in modo da poter “partire dal campus direttamente per una cena di Stato”. Quando gli studenti le chiedevano se fosse sposata con il vicepresidente, lei sviava l’argomento dicendo semplicemente che era una sua parente.

Oggi, che il titolo del marito è definitivamente cambiato, il suo rimarrà lo stesso: a differenza di ogni altra first lady nella storia americana, ha detto che manterrà il suo lavoro a tempo pieno.

Essere First Lady

Il ruolo è nato nel 19° secolo, ed è un titolo “sociale”. La Casa Bianca aveva bisogno di una hostess per intrattenere gli ospiti, e questo, ai tempi, non era necessariamente il lavoro della moglie del presidente. Il ruolo di hostess era più frequentemente occupato da altre persone, come figlie, nuore o, nel caso del presidente James Buchanan, l’unico presidente americano a non essersi mai sposato, la sua giovane nipote.

Tutto è cambiato negli anni ‘50 con Mamie Eisenhower, che è stata elogiata dalla stampa come una “felice direttrice di casa”, nota per intrattenere grandi gruppi, scrive Betty Boyd Caroli nel suo libro “First Ladies”.

Era vista come “la donna della porta accanto” e soprattutto vista come di “supporto” e accondiscendente, vicino alla figura del marito presidente. Questo di femminilità, più succube e fragile, fu superato negli anni ‘60 con il movimento femminista. Qui il modello Mamie iniziò a sentirsi superato, e le successive first ladies lentamente spinsero i confini dei loro ruoli. Anche se, basti pensare a Hillary Clinton, che nonostante la sua brillantissima carriera da avvocato, fu comunque costretta a fare una gara di biscotti pre-elettorale con Barbara Bush.

Quest’ultimo, una ennesima conferma di determinati stereotipi. Ed infine Michele Obama, anche lei talento di Harvard, dopo aver lavorato come come alto dirigente dell’Università degli Ospedali di Chicago, per motivi razziali, ha visto mettere in discussione il suo stipendio. A causa di queste discriminazioni, ha dovuto giocare su alcuni fattori tradizionali per ottenere l’accettazione.

La rivoluzione di Jill Biden

“Io sono un’insegnante e continuerò ad esserlo anche da First Lady. Voglio che la gente apprezzi gli insegnanti.” Ora c’è lei: la dottoressa Biden, la cui decisione di continuare a lavorare come professoressa in un college inizierà finalmente a colmare il divario tra la Casa Bianca e le donne americane che lavorano, creando il suo proprio modello- potenzialmente – duraturo di first lady.
Con Jill Biden abbiamo l’opportunità di avere una first lady che vivrà la vita della maggior parte delle donne americane.

 

Stella Grillo

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