La campagna virale contro la SLA

Ice Bucket Challenge, anche gli scrittori internazionali scendono in campo per la lotta contro la SLA

Oltre 31,5 milioni di dollari raccolti in meno di un mese. Questi gli straordinari incassi dell'Ice Bucket Challenge, il 'tormentone benefico' con la sfida del secchio d'acqua ghiacciata per combattere la Sclerosi Laterale Amiotrofica...

MILANO – Oltre 31,5 milioni di dollari raccolti in meno di un mese. Questi gli straordinari incassi dell’Ice Bucket Challenge, il ‘tormentone benefico’ con la sfida del secchio d’acqua ghiacciata per combattere la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Dopo cantanti, calciatori e star del cinema, anche esponenti del mondo della letteratura sono stati “nominati” ed hanno partecipato a questa campagna virale a fin di bene.

STEPHEN KING – Il primo scrittore a cimentarsi con la “doccia ghiacciata” è stato Stephen King, il quale ha raccolto l’invito, o meglio, la nomination, di Dave Grohl, fondatore del gruppo musicale Foo Fighters. Nel suo video, l’ex batterista dei Nirvana insieme ai suoi compagni hanno ricreato e parodiato una delle scene più famose di “Carrie – Lo sguardo di Satana”, film diretto da Brian De Palma nel 1976 ed ispirato, appunto, dal romanzo di Stephen King. “Accetto di partecipare all’Ice Bucket Challenge in onore al mio amico Rocky Wood, affetto da SLA”, così inizia il video di Stephen King,  il quale prosegue nominando il suo collega John Grisham.

DOCCIA D’AUTORE – Altri autori protagonisti della “doccia ghiacciata” sono stati finora, in attesa delle prossime nomination, l’illustratore ed autore americano Dan Santat

e l’autore ed illustratore di libri e graphic novel Jarrett J. Krosoczka, il quale era stato nominato dallo stesso Santat

COME NASCE L’ICE BUCKET CHALLENGE – La paternità della sfida della doccia ghiacciata sarebbe partita dal 29enne Peter Frates e pone le sue radici nello sport. Il giovane, residente a Beverly, in Massachusetts, è affetto da SLA da un paio di anni, ha chiesto a familiari e amici di partecipare alla sfida prendendo ispirazione dalla pratica che si faceva tra giocatori quando era il capitano della squadra di baseball di college di Boston. La causa era ottima – la ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica – e il passaparola ha giocato un ruolo fondamentale. Dalla ristretta cerchia di amici e conoscenti a tutta l’area di Boston il passo è stato breve. E’ stato a quel punto che la ALS Association del Massachusetts è saltata a bordo, promuovendo la sfida e contribuendo alla sua diffusione nazionale e non soltanto.

E voi, quale autore vi piacerebbe venisse nominato per l’Ice Bucket Challenge?

22 agosto 2014

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