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Giornata della Terra

Giornata della Terra, “Lettera del pianeta all’umanità”

Il 22 Aprile è la giornata mondiale della Terra. Per festeggiarla, in queste lettera, il nostro pianeta si rivolge direttamente a noi esseri umani.

22 Aprile 2021: in un anno così difficile, dove festeggiare qualsiasi cosa è diventato un vero e proprio peso, è invece necessario celebrare il nostro pianeta. La giornata della Terra, infatti, si celebra, come ogni anno dal 1970, il 22 aprile. Si tratta di una ricorrenza istituita per la prima volta negli Stati Uniti con l’intento di sensibilizzare le persone al problema ambientale. L’intento dell’Earth Day è quello di celebrare e promuovere azioni e comportamenti volti alla salvaguardia del pianeta. Le cose che vorremmo dire al nostro pianeta e quelle che lui vorrebbe dire a noi, sono moltissime. Così, questa lettera, parla all’intera umanità. 

La lettera del pianeta all’umanità per la giornata della Terra

Che cosa ci direbbe la terra se potesse parlarci? Quali sarebbero le sue richieste, le sue esigenze? Ci chiediamo mai “come sta” il nostro pianeta? Ci rendiamo conto dei regali quotidiani che questo ci fa? 

 

“A te, dico proprio a te.
A te che respiri quest’aria, che ti riempi i polmoni con l’ebbrezza fresca del mattino, che la respiri anche colma di piccole gocce che la rendono umida. 
A te, che di quest’aria puoi sentire il profumo, la consistenza, la temperatura. Te che vivi col vento sul viso, che scambi con le piante, la terra, il tuo ossigeno e la tua anidride carbonica. 
Parlo a te che cammini sulle foglie e gli steli della vita. Perchè quella è vita. Scorre potente tra i processi di fotosintesi e si rigenera, muore, accresce, davanti a te. 
Fate parte della stessa danza.
Sì, in questa danza chiamata vita, ci sei anche te. 
Che vivi con l’acqua che sgorga dagli angoli del mondo e che ti mantiene sano, per tua fortuna. Acqua che diventa per te un bisogno e un gioco. Perchè fotografi le mie distese oceaniche, la calma unita al dinamismo delle mie onde. Piccole vene di fiumi e ruscelli popolano le tue città. Le tue case sono la cornice delle mie creazioni.
Sì, perchè io sono la tua terra. E condivido con te la mia vita. Per questo voglio parlarti.

Per questo voglio chiederti rispetto. Perchè la convivenza è fatta di rispetto reciproco.
Vorrei tu potessi ringraziare più spesso quell’aria pulita con la quale ti accarezzo. Quella che ti fa sentire più leggero dopo una giornata complessa. L’aria che, paradossalmente con poco, ti rende coraggioso. “Ho bisogno di una boccata d’aria”, dici a volte. Così io ti faccio questo regalo, dono  a te pezzi di purezza. Ma tu non mi rispetti sempre. Mi appesantisci, mi inquini, mi contamini di polvere nera, che rende più difficile quella carezza, quella boccata d’aria fresca e coraggiosa. Tu mi sporchi. 
E sporchi così anche quella terra dove cammini, dove costruisci, dove vivi insieme ai tuoi figli. Gli steli di vita che ti ho regalato, dove puoi coltivare il tuo cibo, le tue sicurezze, diventano il suolo dei tuoi rifiuti. E così le foglie, gli alberi, i miei, i nostri polmoni verdi, prendono il colore delle tue fiamme. Prendono la forma della tua rabbia, che si abbatte e spezza i miei tronchi. Mi radi al suolo. Mi tagli in due. Mi uccidi.
Tu non mi rispetti. Io cerco di darti vita, tu mi dai morte.
Persino quel mare, quei profondi km di acque oceaniche che dipingono i tuoi confini, sono diventati la casa della morte. 
La tua plastica, le tue scorie, i tuoi residui, quei tuoi prodotti chimici, i risultati dei tuoi esperimenti falliti, diventano gli abitanti della mia acqua. La nostra acqua. Quella che bevi tu, quella che pulisce chi ami, che piano piano, ucciderà anche te. Tutto questo, uccide lentamente chi vive insieme a te: ben 8,7 milioni di specie viventi.  “Viventi” perchè vorrebbero vivere e non morire a causa della tua mancanza di rispetto.

Io mi ribello ogni tanto, lo so. Proprio io, Terra, pianeta,  ogni tanto mi muovo, rilascio scosse mortali, sono anche la casa dei tuoi virus, dei tuoi ostacoli. Ma sono, in primis, la casa della tua esistenza. E ciò che è mio, te l’ho regalato. Per questo ti chiedo rispetto, per questo oggi ti scrivo.
Perchè la mia aria è troppo calda, la mia terra inquinata, la mia acqua è nera. Il mio ghiaccio si sta sciogliendo e insieme a lui, pezzi di noi, muoiono. E tu non te ne accorgi.

Apri gli occhi, figlio mio.
Perchè tu sei figlio di una mamma che ancora devi imparare ad onorare.
Prova, almeno, ad iniziare oggi. Perchè non so se avrò sempre la forza di scriverti.  
Tu abbi la forza di cambiare.
Se saprai amare me, 
saprai amare te stesso.”

Stella Grillo

Qui il video della lettera:

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