Consigli per scrivere una lettera d’amore

MILANO –  “Una lettera deve essere scritta con il cuore: si può scrivere per ridere, per rabbia o per dolore..ma mai con indifferenza o formalismo.” La scrittrice Angeles Doñate ci da alcuni suggerimenti da seguire.

LETTERE D’AMORE – Victor Hugo scrisse a Adèle Foucher, “hai ragione”. “Bisogna amarsi, e poi bisogna dirselo, e poi bisogna scriverselo, e poi bisogna baciarsi sulla bocca, sugli occhi, ovunque!…”. Prima si sente, poi si condivide e poi più tardi si grida ai quattro venti e per sempre. Tale è il potere della carta.

1. Ogni amore è unico così anche ciascuna lettera che lo celebra. Non ci sono regole da osservare, né punti corretti di partenza o mete a cui arrivare. Siamo soli di fronte alla lettera come lo siamo di fronte ai nostri sentimenti nascosti.

2. Sono grida di disperazione o non sono nulla. Sono una lacrima o una risata o non sono nulla. Anche se nascono da passioni tranquille e antiche, devono nascere dall’anima, dalle viscere e far breccia nel cuore dell’altro. Anche se parlano di ricette di cucina, orari di lavoro, bambini con la febbre… devono emanare passione. Altrimenti non sono nulla. Come quello che scrisse la sua amata a Khalil Gibran. Lui risponde: “La tua ultima lettera è fuoco puro, un cavallo alato che mi solleva fino a un’isola dove riesco solo a ascoltare musiche straniere, perché un giorno capirò. I giorni sono trascorsi pieni di queste immagini, voci e ombre, e c’è fuoco anche nel mio cuore, nelle mie mani”.

3. Devono essere sincere e vere. Sono un atto di fede nel quale l’amore sarà corrisposto o, per lo meno, rispettato. Non si può nasconder nulla, non hai trappole né “cartoni”. Si scrive a cuore aperto. Juan Rulfo scrisse a Clara, il suo amore, dicendole: “Insieme al tuo nome il dolore è una cosa strana. È una cosa che ci guarda e se ne va, come se ne va il sangue da una ferita, come se ne va la morte dalla vita. E la vita si riempie con il tuo nome. Clara io metterei il mio cuore nelle tue mani senza che esso si ribelli. Non avrebbe nemmeno paura, perché saprebbe chi lo tiene. E un cuore che sa e che riconosce qual è la mano amica, guidata da un altro cuore, non teme nulla e quale migliore protezione avrebbe lui, che le tue stesse mani?, Clara?”.

4. Sono atti di generosità. Dedichiamo delle ore, spendiamo qualche ora, chiudiamo la busta e andiamo all’ufficio postale. Qui queste parole smettono di essere nostre. Sono degli altri. Ce le siamo regalate. E i regali non si chiedono indietro. Mai sapremo se avranno o no risposta.

 

Mio caro amore,

ti scrivo per non dirti nulla e per chiederti anche meno. Ti scrivo solo per pensarti e, mentre lo faccio, ti accarezzo con le parole che escono dalle mie mani. In questo momento, e in questo angolo di foglio, la lettere, alla fine sei mio e solo mio. Non ti condivido con nessuno. Neppure con te. Ti ricordo, ti rimpiango, mi manchi. Ti faccio passato. Ti desidero, ti sento, ti immagino… ti faccio presente. Ti chiamo, ti sogno, ti aspetto… ti faccio futuro. E so che, un giorno, decifrerai ogni a, ogni m, ogni o e ogni r per sapere tutto quello si nasconde dietro a loro. Qualcosa di invisibile agli occhi di tutti i domani, senza sentimento per le menti e i sentimenti degli altri. Cos’ immagina che responsabilità! Se quello che non è mai accaduto riuscirai a realizzarlo, se non metti volontà e affetto per sviscerarli, i miei segreti, i nostri segreti, si perderanno per sempre in un’eternità silenziosa e errante.

Non lo permettere: leggimi, pensami, sentimi.

Scrivimi.

 

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