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Aretha Franklin

Aretha Franklin e Respect, l’inno dell’uguaglianza e del rispetto

il 25 Marzo 1942 nasceva la Regina del Soul: Aretha Franklin. Il suo singolo "Respect" è considerato l'inno dell'uguaglianza e dei diritti.

Nasceva oggi 25 Marzo, la regina del soul Aretha Franklin. Aretha Franklin è stata la prima artista donna ad essere inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987, è una delle artiste più onorate nella storia dei Grammy Award, vincendo il suo 18° premio nel 2008. Oltre alla sua musica, l’icona del soul e della black music, è stata una indiscutibile attivista al fianco di Martin Luther King. Colonna sonora delle sue battaglie sociali è sicuramente “Respect”. Scopriamo la storia è il significato di questa canzone.

Il successo del Rispetto

La “Regina del Soul” ha preso una canzone già esistente e l’ha reinterpretata con una tale passione che è diventata un grido universale per i diritti civili e i movimenti femministi. Se c’è una cosa per cui Aretha Franklin sarà sempre ricordata, è per come ha saputo cantare il “rispetto”. Quando l’allora ventiquattrenne pubblicò la sua interpretazione di “Respect” nell’aprile 1967, il pubblico afferrò immediatamente lo spirito indipendente, forte che l’impertinenza della canzone suscitava. In poche settimane, volò al numero 1 delle classifiche di Billboard, dove regnò per 12 settimane, ma, cosa più importante, divenne rapidamente un grido di battaglia che i gruppi emarginati – specialmente i movimenti per i diritti civili e per i diritti delle donne – adottarono come inno poiché predicava un messaggio essenziale:

le voci di tutti meritano di essere ascoltate.

Aretha Franlink ribalta il significato della canzone originale

Respect, in realtà, non è nata così. Infatti, Aretha Franklin cambiò moltissimo la versione originale del 1965, che, ironicamente, è una reliquia di un’epoca misogina. Il significato dell’originale – che raggiunse il numero 4 delle classifiche – era completamente opposto. “È una versione in levare dei tradizionali valori familiari degli anni ’50 e ’60: L’uomo lavora tutto il giorno, l’uomo torna a casa per cena ed esige rispetto da sua moglie”, l’ha descritta CBS News nel 2018, aggiungendo che aveva un “appello maschile di un uomo che lavora a una casalinga che si sente un’ombra”. Molto prima di imbattersi nella canzone di Otis Redding, la Franklin aveva già intrapreso il suo percorso da attivista,  andando in tour con Martin Luther King Jr.

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La battaglia per i diritti civili e “Respect”

Essendo in prima linea nel movimento per i diritti civili, Aretha Franklin, dopo aver sentito la versione di Redding, decise di ribaltare totalmente il messaggio della canzone originale. Così Franklin arrivò allo studio di registrazione di New York City il 14 febbraio 1967, con una missione e una visione chiara. “Respect’ divenne improvvisamente un inno di emancipazione. L’interazione tra la Franklin e le sue coriste divenne la voce della solidarietà femminile. La sicurezza della sua voce  divenne una forza musicale dietro il movimento delle donne. Era una potente affermazione che le donne – e in particolare quelle di colore – meritavano rispetto. Divenne un grido di battaglia.  E lo divenne anche il movimento per i diritti civili dei neri. Un messaggio universale, quello del rispetto, che ancora oggi viene assorbito e riproposto. Perchè? Perchè abbiamo ancora bisogno di ricordarne l’importanza. 

 

 

 

Stella Grillo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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