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storie di resistenza

Ucraina, un popolo in fuga che non si separa dai suoi animali

La scrittrice Maria Pia Romano parla della situazione in Ucraina e si sofferma sulla dignità del suo popolo, che sta dando al mondo intero una lezione di resistenza e di amore, come quello verso i propri animali domestici in un momento così particolare

Ucraina: un popolo in fuga dalla guerra, scarmigliati, con esistenze sfaldate e grumi di terrore nel cuore. In mano borse e valigie stracolme di roba e i trasportini con loro animali. Perché l’amore può essere salvato, sempre.

L’esodo ucraino

Decine di migliaia di persone lasciano la loro terra, l’Ucraina: un grande esodo in cerca di un riparo, una moltitudine che mai avremmo immaginato di vedere oggi in Europa: lo spettro della guerra ci pareva lontano, invece ci stava con fiato sul collo e non lo abbiamo previsto. Gli ucraini hanno la disperazione negli occhi, i baveri inzuppati di lacrime, eppure si stringono forte l’un altro e vanno avanti. E non hanno mai pensato di abbandonare i loro cani o i loro gatti, perché le famiglie non devono separarsi mai.

Io sento un nodo in gola all’ora del telegiornale: ripongo la forchetta nel piatto per un attimo, mi asciugo una lacrima e poi riprendo a mangiare, guardo la gatta tricolore che ho raccolto dalla strada poco più di un anno fa. Ora dorme acciambellata sul divano, penso ai suoi occhi verdi e alla sua paura dei viaggi in macchina, ai suoi miagolii disperati e alle gocce di valeriana che non riescono mai a calmarla. Mi sento piccola e misera, io con le mie cicliche insoddisfazioni che ora mi paiono insensate, io con la mia insofferenza stizzosa per paio di stampelle che sto usando dopo un intervento al ginocchio, guardo gli le immagini in tv e chino la testa.

Ci siamo lamentati della pandemia che ci ha costretti al tepore monotono delle nostre case e ci ha fatto rinunciare a qualche festa, ora assistiamo alla tragedia di boati e torri di fumo, mentre un popolo non ha più una casa, eppure trova il modo di sorridere, di abbracciarsi.

Lezione di resistenza dall’Ucraina

Da loro possiamo apprendere il significato della parola resistenza. Qualcuno si bacia in metropolitana, altri accarezzano i propri cani. C’è chi ha messo la pettorina al gatto e lo tiene in braccio, rassicurandolo, altri sbirciano dentro i trasportini, per scorgere lo sguardo del felino e parlargli. Dal finestrino di un treno vedo gli occhi spauriti di un gattino in braccio al suo umano, che stringe a sé. Non hanno altro, l’un altro. Sono reciprocamente casa.

Penso ai gattini che curo in strada, sterilizzandoli e nutrendoli. Penso a quelli a cui ho trovato una casa. Penso allo sconcerto dell’amica volontaria Alessandra quando trova un animale abbandonato. Penso a chi ha avuto il coraggio di abbandonare il proprio gatto nel trasportino e lasciarlo in un angolo di strada.

Non trovo le parole per dire altro, perché la voce si ferma in gola. L’amore può essere salvato, ce lo stanno insegnando in questi giorni i fratelli ucraini. Attorno a loro orbita tutto lo strazio del creato, ma loro non abbandonano.

Maria Pia Romano

Photocredits: MissingCatsUK

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