LIBRI - Scrivere un libro

Scrivere un romanzo. Le 10 fasi che ogni aspirante scrittore attraversa rileggendo la sua prima stesura

Abbiamo appena finito di scrivere il nostro romanzo: siamo senza parole! È meraviglioso, straordinario, superbo, di una profondità irraggiungibile, probabilmente lo scritto più sensazionale nella storia del genere umano...

Ogni aspirante scrittore, rileggendo il proprio lavoro, va incontro a delle difficoltà talvolta insormontabili. Ecco i 10 stadi emotivi che ogni aspirante scrittore attraversa confrontandosi con la propria opera

 

MILANO – Abbiamo appena finito di scrivere il nostro romanzo: siamo senza parole! È meraviglioso, straordinario, superbo, di una profondità irraggiungibile, probabilmente lo scritto più sensazionale nella storia del genere umano. Verremo ricordati in eterno, faremo soldi a palate, trilioni di fan acclameranno adoranti il nostro nome. È fuor di dubbio la miglior cosa che la nostra mente avrebbe mai potuto partorire. Poi osiamo rileggerlo. Il processo di revisione ci permette di attraversare una gamma di emozioni particolarmente vasta. Si va da “Oh mio Dio, sono il nuovo Stephen King!” al “Oh mio Dio, ‘sta roba emana radiazioni tossiche”. Il sito bustle.com li ha analizzati uno per uno: ecco i 10 stadi emotivi che ogni aspirante scrittore attraversa rileggendo la prima stesura del proprio romanzo.

 

1.Estremo criticismo nei confronti dei critici. Negazione. Negazione e ancora negazione

Abbiamo fatto leggere il nostro capolavoro immortale – ancora allo stato embrionale – ai nostri migliori amici, parenti stretti, persone di fiducia. Qualsiasi cosa abbiano da ridire, noi mettiamo in discussione il loro giudizio: “Ma cosa vuoi che ne sappiano? Chissà cosa leggono, loro…” ci diciamo. “Secondo loro in questo punto il libro è un po’ confuso? Ma come sarebbe a dire! È esattamente l’apice emotivo del racconto. Signore, perdonali perché non sanno quello che dicono…”

 

2. Non siamo degni. Ammissione della propria fallibilità

“Oh mio Dio, hanno ragione loro!” Riga dopo riga scopriamo la sensatezza di ogni critica mossa alla nostra schifezzuola letteraria. Il nostro romanzo è orribile, terribile, bruttissimo e amorfo! Basterà tappare quel maxi-cratere nella trama? E conferire maggiore consistenza ai nostri ectoplasmatici e insulsi protagonisti? Non facciamo prima a dargli fuoco?

 

3. Il timore strisciante e sempre più concreto di essere il peggior scrittore mai esistito

Tutto queste parole compongono una grandissima montagna di cacca. Un ammasso incoerente di frasi sconnesse e banalità stratificate. Da dove possiamo cominciare a intervenire per dare ordine, forma e senso a una storia che un ordine, forma e un senso non ce l’ha? Impossibile. Una scimmia davanti a una macchina da scrivere avrebbe prodotto senza dubbio qualcosa di letterariamente superiore.

 

4. Tutti a bordo del primo treno diretto a Cazzeggiolandia!

Ok, ora ci mettiamo al lavoro. Abbiamo delle revisioni da fare. Gli interventi sono tanti e sono urgenti. Quindi meglio iniziare subito. Subito dopo aver messo in ordine la scrivania. La camera. La cucina. Subito dopo aver guardato il nuovo episodio di “Games of Thrones”. O gli ultimi 7 episodi. “È un lavoro di ricerca propedeutico alla revisione” ci diciamo. “Così impareremo a imbastire dialoghi più penetranti e trame più avvincenti.” E poi c’è da controllare Facebook, da aggiornare Twitter, da condividere questo meraviglioso video di un cucciolo di tricheco che suona l’inno americano con un ukulele…

 

5. Una nuova determinazione risplende in fondo ai nostri occhi. È la luce della consapevolezza

Siamo pronti, basta scherzare. Siamo armati di evidenziatori, post-it, pennarelli rossi. Abbiamo la giusta concentrazione e volontà. Saremo precisi, accurati, inarrestabili. “Mio buon amico” diciamo al nostro romanzo, “sei nelle migliori mani in cui potevi sperare”. Siamo assolutamente certi che questa sarà la migliore revisione mai vista.

 

6. Cosa abbiamo fatto, CoSa AbBiAmO fAtTo, COSA ABBIAMO FATTO?!?!?!

Dio, come abbiamo potuto? Siamo degli assassini di morfo-sintassi, degli stupratori di grammatiche, dei vandalizzatori del senso compiuto della frase! Tutto quello che le nostre dita toccano perde qualsiasi spessore narrativo e qualsiasi coerenza lessicale. Nessuno dovrebbe mai e poi mai affidarci una penna e della carta. La nostra massima concentrazione produce soltanto mostri illeggibili.

 

7. Ottimo. Ben fatto. Ora niente ha più senso. NIENTE!

Ragazzi, era difficile ma ce l’abbiamo fatta. Il nostro romanzo è inverosimilmente peggiorato! Siamo stati un po’ troppo precipitosi nell’eliminare alcuni punti di svolta della trama? Decisamente. L’andamento della storia ora è del tutto illogico? Logicamente. E non è stata una scelta autoriale, è stato uno sviluppo imprevisto! Cercare di sistemare l’ordine cronologico è come completare un puzzle di 10.000 pezzi al buio. E in quale sciagurato momento della nostra esistenza TAGLIARE COSÌ DISSENNATAMENTE ci è sembrata una buona idea?

 

8. Rimpianti e rimorsi. Rimorsi e rimpianti. Beata innocenza, beata ignoranza…

La prima volta che scrivemmo e rileggemmo questa frase, ci sembrò l’opera encomiabile di un ingegno superiore. Ora è piacevole come masticare l’immondizia. Forse non abbiamo sbagliato niente. Forse siamo noi a essere sbagliati.

 

9. Il duro lavoro paga!

Ehi, non ci crediamo nemmeno noi ma, nonostante la nostra speranza morta e rimorta, le cose sembrano andare a posto! Il nostro estenuante lavoro di revisione sembra dare dei frutti interessanti! Abbiamo fatto bene a non mollare: abbiamo tappato i buchi, abbiamo dato consequenzialità agli eventi, abbiamo dato senso ai personaggi… i dettagli sembrano combaciare, poco a poco. Abbiamo attraversato delle buie notti d’inferno, ma cominciamo a intravedere un barlume di luce, anche solo un anelito… Evvai!

 

10. Una nuova speranza

Ragazzi, ora sì che ci siamo! È infinitamente meglio! La nostra prima stesura era una montagna di spazzatura al confronto! Siamo onesti, è anche grazie alle critiche che abbiamo ricevuto se adesso siamo così soddisfatti. Le critiche… e il nostro grandissimo talento revisionista! Siamo stati grandiosi! Siamo senza parole! È meraviglioso, straordinario, superbo, di una profondità irraggiungibile, probabilmente lo scritto più sensazionale nella storia del genere umano…

 

5 maggio 2015

 

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