La rivoluzione di un abbraccio

Rivolte in Cile, l’abbraccio rivoluzionario tra militante e militare

In Cile, tra barricate e autobus in fiamme, due nemici si abbracciano. È un gesto rivoluzionario che ci ricorda cosa significa "empatia"
Rivolte in Cile, l'abbraccio rivoluzionario tra militante e militare

A Santiago del Cile da venerdì 18 ottobre vige la rivolta. Infatti a causa dell’aumento delle tariffe della metropolitana, la popolazione è scesa per strada per protestare e ribellarsi al sistema. Durante le proteste sono morte ben 18 persone, senza contare i feriti. Tra preoccupanti coprifuoco e milizie ad ogni angolo della città, tra autobus bruciati e barricate lungo le strade, un semplice gesto ci ricorda che siamo ancora umani. È l’abbraccio tra una militante e un militare

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L’abbraccio tra barricate in Cile

Era dai tempi di Pinochet che non si prendevano misure del genere: il Cile, come il Venezuela, è in preda alle rivolte. La gente scende in strada per protestare contro i rincari, in particolare contro l’aumento delle tariffe della metropolitana. Per le strade bruciano autobus, si costruiscono barricate e le fabbriche vengono saccheggiate. Ed ecco che in mezzo al caos, avviene una specie di miracolo: i due nemici, una militante e un militare, si abbracciano. All’incrocio tra Avenida Providencia e Miguel Claro, vedendo un militare in lacrime di fronte al proprio Paese in fiamme, una donna che stava protestando gli si avvicina e lo abbraccia. Il gesto ha avuto immediati effetti perché intorno a loro due alcune persone hanno stretto la mano ad un altro militare. Come a dire “Lo so, siamo nella parte opposta della barricata, ma soffriamo entrambi per il nostro Paese. Amiamo entrambi il nostro Paese.”

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Il gesto rivoluzionario

Forse è questo abbraccio il gesto più rivoluzionario dell’intera rivolta: due nemici che si abbracciano perché hanno a cuore il proprio Paese. Come a ricordarci che di fronte alla sofferenza umana, anche se si trattasse di un mio nemico, non possiamo girarci dall’altra parte e fare finta di niente. L’empatia, questa bellissima parola, a volte sottovalutata, è ciò che rappresenta la nostra natura umana. Tu soffri, anche io soffro. Oggi non è così comune l’empatia, a dire la verità, ma vedere nel bel mezzo di un conflitto due persone che si abbracciano ci rammenta che sotto sotto ci sono ancora tracce di umanità. 

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