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il caso

“Paola Egonu è Wonderwoman”, De Giovanni sull’atleta italiana vittima di razzismo

Così lo scrittore Maurizio De Giovanni sul suo profilo Facebook interviene in difesa della giocatrice di pallavolo simbolo della nazionale italiana di volley, vittima di razzismo.

“Paola Egonu è Wonderwoman. Giovane, bellissima, alta, fortissima, atletica e in grado di volare. Per di più dolcissima, allegra, ironica. Che qualche infame vigliacco con pancetta, riporto e miopia si senta superiore a lei perché più pallido e molliccio non è scandaloso: è ridicolo.” Così lo scrittore Maurizio De Giovanni sul suo profilo Facebook interviene in difesa della giocatrice di pallavolo simbolo della nazionale italiana di volley, vittima di razzismo.

 

Lo sfogo di Paola Egonu 

Durante la finale per il terzo e quarto posto dei mondiali di pallavolo, in molti hanno notato che sul volto di Paola Enogu non compariva mai un sorriso. In un primo momento si è pensato al dispiacere per la mancata finale per l’oro, poi poco dopo la fine della partita è iniziato a circolare un video, con un vero e proprio sfogo della fuoriclasse italiana. Parlando con una persona del pubblico, in lacrime, ha detto: “E’ stancante. Mi hanno chiesto perché sono italiana. Questa è l’ultima partita che faccio con la nazionale”.

La precisazione

Qualche ora dopo la campionessa dell’Italvolley ai microfoni di Sky Sport ha smentito l’addio alla maglia azzurra. “Ogni volta vengo presa di mira, fa male essere attaccata perché io ci metto sempre il cuore e non manco mai di rispetto”. Paola Egonu spiega così il senso dello sfogo a fine partita contro gli Stati Uniti. “Io punto di riferimento della nazionale? Lo spero – ha affermato Paola Egonu, sottolineando però di avere bisogno di un po’ di riposo – Vorrei avere un’estate libera per staccare – aggiunge -. Mi fa ridere pensare di aver letto persone che mi hanno chiesto perché sono italiana e mi chiedo perché io rappresento persone del genere”.

Simbolo della nazionale italiana

Paola Ogechi Egonu, nata  il 18 dicembre 1998, è una pallavolista italiana, opposto del VakıfBank nonché simbolo della nazionale italiana di volley. Nasce a Cittadella da genitori di nazionalità nigeriana. Il padre Ambrose, prima di emigrare in Italia, faceva il camionista a Lagos, mentre la madre Eunice era infermiera a Benin City. Nel 2014 ha ottenuto la cittadinanza italiana, dopo il rilascio del passaporto italiano al padre.

Nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore italiana, con cui, nel 2017, vince la medaglia d’argento al World Grand Prix, mentre, nel 2018, conquista la medaglia d’argento al campionato mondiale, competizione in cui viene eletta miglior opposto. Un anno dopo, al campionato europeo, ottiene la medaglia di bronzo. Nel 2021 viene scelta come portabandiera della bandiera olimpica per la cerimonia di apertura dei Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo, manifestazione durante la quale esce ai quarti di finale; nello stesso anno ottiene la medaglia d’oro al campionato europeo, risultando essere anche la miglior giocatrice. Nel 2022 vince la medaglia d’oro alla Volleyball Nations League, venendo riconosciuta sia come miglior opposto che come MVP, seguita dal bronzo al recente campionato mondiale.

 

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