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La mamma che insulta un bimbo durante una partita di calcio

Un episodio che ci invita a riflettere su quanto la società sia colma di odio, se nemmeno verso i bambini riusciamo a controllare gli insulti
La mamma che insulta un bimbo durante una partita di calcio

È un sabato pomeriggio e i bambini del Sovicese si preparano per la partita di calcio contro la squadra avversaria, l’Aurora Desio. Un momento di divertimento, di gioia, di amicizia, ma anche di confronto e di crescita. A questo dovrebbe servire lo sport: ad imparare a stare con gli altri e a rispettare perfino l’avversario. Ma proprio durante la partita, dal pubblico dei genitori, si solleva un insulto terribile razzista diretto a un bambino di colore. È la mamma di un bambino. 

 L’odio e lo sport

Sì, lo sport dovrebbe unire, dovrebbe far divertire e dovrebbe far crescere. Tutti questi buoni propositi però falliscono quando è la mamma stessa di un bambino ad insultare l’avversario di colore della squadra avversaria di 10 anni. Come possiamo far capire il valore del calcio e dello sport in generale ai nostri figli, se noi in primis non percepiamo il confine del tifo e dell’insulto? Se noi non ci rendiamo conto che una partita non è altro che una partita, e non una battaglia da vincere a tutti i costi? Non è una novità che durante una partita di calcio i genitori istighino e insultino i giocatori, ma non per questo deve essere giustificato. Il bambino insultato come potrebbe mai essersi sentito? I bimbi in questo modo crescono pieni di odio, non distinguendo più un amico da un nemico. 
Per difendere la bellezza dello sport e dell’uguaglianza, l’Aurora Desio Sport ha voluto dimostrare la sua solidarietà nei confronti del bambino offeso. Ha organizzato molte iniziative concrete per sensibilizzare contro l’odio e contro il razzismo. 
Un episodio molto spiacevole (e che invita a riflettere) sta offrendo l’occasione per imparare qualcosa. 

 

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