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La solitudine

La solitudine a Natale, un tema di cui nessuno parla

In Inverno e a Natale la solitudine degli anziani e di chi vive solo si fa sentire di più. Quest'anno, con l'obbligo di distanziamento sociale, il rischio è ancor più forte. Ecco come è possibile far sentire comunque alle persone sole la propria vicinanza

Rischio solitudine a Natale. In un mondo come quello di oggi in cui tutto sembra essere a portata di mano e agevolato grazie alla tecnologia, non dobbiamo tralasciare un aspetto importante: l’importanza del contatto visivo, di incontrarsi di persona. Purtroppo, la pandemia da Covid-19 e le misure restrittive applicati per combatterne la diffusione non favorisce tutto ciò.

Un Natale diverso

Il Natale è la festa di una comunità per eccellenza, comprendendo anche i non credenti. L’avvicinarsi del 25 dicembre rappresenta un rito  che anima e scalda il cuore delle relazioni sociali, cementifica le relazioni, celebra la vicinanza affettiva, lo stare insieme.

Ma al tempo della pandemia la vicinanza è vista come una minaccia, la distanza una salvezza, il ritrovarsi con i parenti un tabù, la lontananza una misura salvifica. In molti, ancora oggi, non sanno se sarà consentito loro in vista delle festività di fine anno di raggiungere i propri parenti.

Il prossimo Natale rischia di essere vissuto in solitudine da molte persone, soprattutto anziani, che preoccupate di chiedere aiuto, finiscono per soffrire di solitudine, senza avere contatti con i propri parenti e nemmeno un minimo di rapporto con il proprio quartiere. 

In particolare, il periodo invernale e quello natalizio sono archi di tempo piuttosto complicati: ci sono molte persone che passano il Natale in solitudine. Eppure bastano semplici azioni per rendere le persone felici. 

L’importanza dei piccoli gesti

Sono le piccole azioni quelle che fanno una grande differenza nel ridurre il disagio dovuto all’isolamento sociale. Che si tratti di una telefonata o di una semplice chiacchierata in tutta sicurezza, sono diversi i modi per contribuire alla costruzione di comunità più forti e coese. Tutto ciò sempre compatibilmente con il distanziamento sociale e le misure adottate per la sicurezza della stessa comunità. Non vergogniamoci a dire “ti voglio bene” ad una persona cara. Oggi, in un periodo in cui tutti siamo più sensibili e attenti a riconoscere ciò che davvero conta nella vita, un gesto semplice può fare la differenza e migliorare lo stato d’animo degli altri.

A al proposito, la tecnologia, solitamente vista come “spauracchio” capace di alienare e isolare le persone, può rappresentare un’opportunità di accorciare le distanze fisiche. Videochiamate, messaggi audio e video, chat di gruppo. Bastano piccoli gesti, infatti, in grado di creare un senso di appartenenza tra persone, parenti ed amici. Minime attenzioni che possono far sentire tutti più a proprio agio, anche nel chiedere aiuto in caso di bisogno.

 

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