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La polemica

Il Green Pass rende attuale Orwell, ma è un impegno di civiltà

Il Green Pass è il documento indispensabile per potersi spostare in molti paesi Europei e comporta, di fatto, la vaccinazione contro il Covid-19. L’obbligatorietà di questo certificato, però, non piace a tutti.

Il Green Pass, o Certificazione Verde Covid-19, è quel documento che permette ai cittadini di spostarsi liberamente all’interno dell’Unione Europea. Il Green Pass è attivo dal 1° luglio 2021 per le persone che abbiano già fatto entrambe le dosi vaccinali, siano guarite dal Covid-19 da non più di sei mesi o abbiano fatto il tampone con risultato negativo entro le 48 ore. L’obbligatorietà di questo certificato, però, non piace a tutti: da qui l’intenso dibattito che si sta creando all’interno dell’opinione pubblica, con riferimenti espliciti a grandi classici della letteratura come “1984” di George Orwell”.

Cos’è il Green Pass

La Certificazione verde Covid-19 – EU digital COVID certificate nasce su proposta della Commissione Europea per agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini nell’Unione Europea durante la pandemia di Corona Virus. È una certificazione digitale e stampabile, che contiene un Qr code e un sigillo elettronico qualificato. In Italia viene emessa soltanto attraverso la piattaforma del Ministero della Salute. Il Green Pass attesta di aver fatto la vaccinazione anti Covid-19, o di essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore, oppure di essere guariti dal Covid-19 negli ultimi sei mesi. Dal 1° luglio il Green Pass sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice viaggiare in tutta l’Unione europea e l’area Schengen.

La mossa della Francia di Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron ha presentato una serie di nuove misure per incoraggiare i cittadini a vaccinarsi contro il Covid. Dopo il discorso di Macron, le prenotazioni per il vaccino sono arrivate ad un milione in poche ore. Dal 21 luglio, infatti, in Francia sarà necessario presentare il green pass europeo, ottenibile mediante vaccinazione o tampone, per poter accedere strutture quali cinema, teatri e stadi. Da agosto questa restrizione sarà estesa a bar, ristoranti, treni, aerei e bus.

 

Il Green Pass e il legame con Orwell

Dopo la mossa del presidente Macron, anche in Italia si è acceso il dibattito, incentrato sulla possibilità o meno di emulare il modello francese legato al Green Pass. Tra coloro che sono contro l’estensione della certificazione per l’accesso ad alcuni servizi come sta avvenendo in Francia, alcuni hanno paragonato tale misura a quando accade nel  romanzo di George Orwell “1984”. La società orwelliana a cui si fa riferimento è quella tirannica e autoritaria dominata dal “Grande Fratello”. 

Alcune considerazioni

Tante volte in questi ultimi due anni di pandemia abbiamo visto paragonare l’azione di governi e istituzioni, costretti ad adottare misure restrittive ma necessarie per contenere il diffondersi della pandemia, a quelle dei regimi totalitari, proprio come quello protagonista del romanzo orwelliano. In particolare, questa visione si è amplificata con l’arrivo dei vaccini e la possibilità di renderli obbligatori. La questione di fondo è forse la mancanza fiducia del popolo nelle istituzioni e la costante paura della privazione della libertà e del maggior controllo sulle proprie azioni.

Riteniamo tuttavia che, per la salute della popolazione e soprattutto per contrastare il diffondersi della pandemia, sia comunque necessaria una minima rinuncia individuale per consentire alla collettività l’accesso in tutta sicurezza a beni e servizi, senza il rischio di nuovi lockdown e chiusure, con danni dal punto di vista psicologico ed economico per tutti. Ecco perché non ci meraviglieremmo se misure come il Green Pass vengano adottate non solo per l’accesso a cinema, teatri e stadi, ma anche a tutti quei luoghi e in tutte quelle situazioni che prevedono interazioni tra le persone.

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