La polemica

Fertility day, la campagna del governo che fa infuriare il popolo della rete

Ecco le reazioni da parte delle nostre lettrici alla campagna indetta dal ministero della Salute per sensibilizzare donne e uomini sulla prevenzione dell’infertilità
Fertility day, la campagna del governo che fa infuriare il popolo della rete

MILANO – “Un grave insulto a chi desidera fortemente un figlio ma non ha un lavoro stabile per permetterselo né tantomeno l’aiuto di mamma e papà, a chi non puòaverne e a chi decide di non volerne”. E’ solo uno dei tanti commenti delle nostre lettrici, chiamate a dire la loro in merito al Fertility Day, la campagna indetta dal ministero della Salute per sensibilizzare donne e uomini sulla prevenzione dell’infertilità e quindi sul rischio di perdere la possibilità di avere figli pur desiderandoli e che avrà il suo “clou” il 22 settembre prossimo.

LE REAZIONI – Subito dopo il lancio della campagna, che ha visto la realizzazione e la conseguente diffusione di poster aventi come messaggio l’invito alla procreazione prima che sia troppo tardi”, sono piovute diverse critiche sui social, da parte sia di personaggi illustri, sia da parte di cittadini comuni, in particolare  donne. “È una campagna aberrante dal momento che, in primis, le donne non sono macchine riproduttrici. E poi anziché perdere tempo con queste boiate perché il governo non pensa a risanare un welfare che fa acqua da tutte le parti? L’Italia non è un paese per mamme che lavorano“, “Uno spreco di risorse. La genitorialitá non è solo procreare. Occorre creare una società che supporti le coppie, con mutui e costi delle case accessibili, nidi che non costino uno stipendio intero e salari che permettano di mantenere una famiglia con figli. Questo senza contare gli ostacoli alla procreazione assistita o i costi dell’adozione“, “Un insulto al genere femminile, alla loro VOLONTA’ di desiderare un figlio, alla loro POSSIBILITÀ di poter crescere un figlio e ancor più alla loro dolorosa ACCETTAZIONE che non sempre il desiderio di un figlio si traduce nell’essere madre“, “Volere figli e non poterne avere non è una colpa. Decidere di non volere figli non è una colpa. Decidere di averne ad un’età congrua ma che comunque rispetti le necessità di un/a filglio/a non è una colpa. È una colpa non fornire adeguati supporti alle famiglie e ai genitori” sono solo alcuni dei commenti che abbiamo raccolto all’interno della nostra pagina Facebook legati al Fertility Day.

LEGGI ANCHE: Fertility Day, l’opinione di Roberto Saviano

LE MOTIVAZIONI DEL GOVERNO – Il ministro delal salute Beatrice Lorenzin non si aspettava uan reazione del genere e rivendica l’importanza di leggere meglio i dei temi della campagna, lanciata mesi fa ed improntata su slogan come “La fertilità è una questione di stile”, intendendo per stili di vita dieta corretta, esercizio fisico, bando del fumo. “È una questione di salute pubblica, di crescita culturale – spiega la Lorenzin – Abbiamo istituito un tavolo di lavoro con le società scientifiche che hanno impostato i temi principali. C’è grande richiesta di informazione. L’obiettivo è questo, non altro”.

© Riproduzione Riservata
Commenti