La protesta

Fertility Day, giovani in piazza protestano per rivendicare i propri diritti

Dopo le numerose polemiche è arrivato il Fertility Day, accompagnato da protese riguardanti la campagna e non solo
Fertility Day, giovani in piazza protestano per rivendicare i propri diritti

MILANO – Tra proteste e polemiche, oggi è iniziato il Fertility Day e molte donne si sono riunite hanno fatto sentire la loro voce fuori dal centro congressi,  prendendo parte al “Fertility Fake”, con cartelli che chiedono più diritti e posti agli asili nidi. La campagna per la Giornata per la sensibilizzazione sui problemi dell’infertilità è stata ritenuta offensiva e razzista e, come ha riportato il Corriere della Sera, la ministra della Salute Lorenzin ha risposto esprimendo la sua intenzione di guardare ai fatti e agire con concretezza.

LE RISPOSTE DELLA MINISTRA – Beatrice Lorenzin ha risposto alle numerose critiche rivolte alla campagna spiegando che per lei contano i fatti e attualmente circa 700.000 persone cercano di procreare senza riuscirci. La ministra ha poi ribadito che il responsabile delle recenti foto della campagna verrà mandato a casa e che al momento la priorità è quella di occuparsi di “cose vere”. La ministra Lorenzin, ha inoltre parlato dell’importanza della prevenzione e dell’informazione riguardante le malattie sessualmente trasmissibili e al tema dell’infertilità, sopratutto tra i giovani.

LA PROTESTA – I manifestanti che oggi si sono presentati fuori dal centro congressi chiedendo di essere ricevuti dalla ministra Lorenzin non negano l’importanza di sensibilizzare i giovani e le famiglie sul tema dell’infertilità ma criticano la campagna e chiedono maggiori aiuti per le famiglie.  La mobilitazione si svolgerà durante tutta la giornata e si sposterà in tutto il Paese sostenendo la necessità di posti di lavoro, contratti stabili, asili nido e maggiori diritti che aiutino le donne e le famiglie. I simboli della manifestazioni sono le clessidre e i cuscini sotto le magliette per esprimere un concetto chiaro: le donne sono in attesa di diritti.

 

 

 

 

 

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