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La cronaca

Covid e restrizioni, torna la paura del Natale a distanza

Con l’aumento dei contagi e dei ricoveri a causa del Covid, l’Italia potrebbe tornare presto alle zone colorate. Facciamo chiarezza

La situazione Covid in Italia non è delle migliori al momento. I contagi e i ricoveri sono in aumento, soprattutto nel caso delle persone non vaccinate che sono esposte ad un rischio maggiore. Per questo motivo il governo sta discutendo su possibili nuove restrizioni riportando le regioni con i casi più numerosi alle zone colorate che hanno caratterizzato l’intero scorso anno.

Il Covid e la paura di una nuova chiusura a Natale

Lo scorso anno il Natale, proprio a causa del Covid, tornato alla ribalta dopo l’estate con una potente ondata, ha perso un po’ della sua magia. Se il punto forte delle festività è quello di riunire finalmente le famiglie divise dal lavoro e dalla vita a volte troppo frenetica, lo scorso anno le grandi riunioni non sono state possibili. La zona rossa in cui era coinvolto il Paese, in modo da scongiurare ulteriori contagi e possibili decessi, soprattutto per i più deboli, ha fatto in modo che il Natale 2021 si trascorresse in casa con i parenti più stretti. Ovviamente, un anno dopo e con i casi di nuovo in aumento, la paura della chiusura trona ad assillare le persone.

Fare buona informazione

La paura c’è, è tanta e palpabile. Ma facciamo chiarezza. Cosa, veramente, sta studiando il governo per evitare una nuova, pericolosa ondata di Covid? Ce lo spiega bene il Sole 24 Ore nel suo più recente articolo: “Con i contagi e i ricoveri in aumento, l’Italia tornerà a colorarsi di giallo a Natale. Un cambio cromatico senza impatto concreto nella vita dei cittadini, ma che preoccupa in quanto rivelatore di un aumento di pazienti Covid ospedalizzati. Il Friuli Venezia Giulia sarà affiancato in zona gialla dall’Alto Adige a partire da lunedì 6 dicembre. Ma anche Veneto e Calabria entro un paio di settimane potrebbero “retrocedere”. E sono a rischio pure Lombardia e Lazio”.

Insegnanti fuori sede, perché in molti non torneranno a casa per Natale

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Molti insegnanti e ATA fuori sede che provengono dalle regioni meridionali saranno costretti a trascorrere il Natale lontani dai propri cari a causa degli alti prezzi dei voli e di uno stipendio non sufficiente

 

Cosa comporterebbe il cambio di colore delle regioni

Partiamo dalla base, ovvero che le regole in zona bianca e gialla sono le stesse a parte l’obbligo di mascherina anche all’aperto. L’unica regione che al momento sta rischiando di più è il Friuli Venezia Giulia. Come spiega Andrea Gagliardi “Il primo a tingersi di giallo è il Nordest. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista. Qui la situazione è così grave che sono stati ampiamente superate le soglie dei ricoveri in terapia intensiva (10%) e nei reparti ordinari (15%) che fanno scattare la zona gialla. Con le rianimazioni al 14% e gli altri reparti al 23% la regione potrebbe finire addirittura in arancione nelle vacanze di Natale.”

Non perdere il significato del Natale

Se disgraziatamente, ci trovassimo a trascorrere anche questo Natale lontani dalla famiglia e dagli amici, con tutta la tristezza e la nostalgia che potrebbe causare, non dobbiamo però perdere di vista quello che è il vero significato di queste feste. Come abbiamo visto lo scorso anno, il mondo si è evoluto, la tecnologia ci permette di raggiungere istantaneamente persone che vivono dall’altra parte del mondo. È proprio questo che ci ha dato la forza, lo scorso Natale di affrontare la solitudine. Da chi ha organizzato pranzi e cenoni virtuali, a chi a brindato a distanza o si è tenuto compagnia guardando un film in apposite room virtuali in modo simultaneo, abbiamo comunque trovato il modo per condividere il nostro amore.

Alice Turiani

 

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