3 giugno

Conte: “Ci meritiamo il sorriso, l’allegria, dopo settimane di duri sacrifici. Ma il virus non è scomparso”

Da Palazzo Chigi, Conte lancia un messaggio di fiducia al Paese, rivendicando la soddisfazione per le misure del lockdown che hanno rallentato l'epidemia in Italia
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Nella splendida cornice di Palazzo Chigi, Conte lancia un messaggio di fiducia al Paese, rivendicando la soddisfazione per le misure del lockdown che hanno rallentato l’epidemia in Italia. Inoltre, ha spiegato le misure che intende mettere in campo per far ripartire l’economia. 

Il discorso di Conte

Da oggi, 3  giugno, apriamo i nostri confini regionali. Quindi potremo spostarci senza autocertificazione. Una decisione che abbiamo preso in piena consapevolezza, perché i dati ci dimostrano che il sistema di controllo che abbiamo adottato sta funzionando. A distanza di circa un mese dal famoso 4 maggio, i numeri sono incoraggianti. Gli ultimi monitoraggi non segnalano situazioni critiche e il trend dei nuovi casi è in costante diminuzione in tutte le regioni, anche in Lombardia. Questo ci conforta e ci dice che la strategia intrapresa è quella giusta. Ci dà fiducia in vista delle decisioni che dovremo prendere nei prossimi mesi. Colgo nell’aria un rinnovato entusiasmo, una rinnovata socialità nella nostre strade e nelle nostre piazze. Ci meritiamo il sorriso, l’allegria, dopo settimane di duri sacrifici. Ma è bene ricordare sempre che, se siamo arrivati a questo punto, è perché abbiamo accettato tutti insieme di compiere sacrifici, di modificare le nostre radicate abitudini di vita. Facciamo attenzione dunque, perché affermare che il virus sia scomparso è una leggerezza. L’altra notizia importante è che anche i turisti europei possono viaggiare nel nostro paese, senza sottoporsi a quarantena. E adesso più che mai dobbiamo concentrarci sull’immagine dell’Italia nel mondo, sul nostro patrimonio. Perché in tutti questi mesi la bellezza dell’italia non è mai andata in quarantena. Per quanto riguarda la situazione economica, ci rendiamo conto dei ritardi. Stiamo lavorando per rendere più celeri bonus e ammortizzatori sociali. Inizia ora un percorso di rilancio per il nostro Paese. Dovrà essere un nuovo inizio. Abbiamo un’occasione storica. Infatti, la commissione europea ha messo sul tavolo una proposta di 750 miliardi con il Recovery Fund. Noi dovremo cogliere questa opportunità e spendere bene questi soldi. Stiamo lavorando a questo piano di rinascita che poggerà su vari pilastri. Dovremo modernizzare il paese, lavorando sulla digitalizzazione e contrastando l’economia sommersa. Dobbiamo estendere la banda larga a tutte le famiglie, rilanciare gli investimenti, tagliare la burocrazie, accompagnare tutte le nostre imprese verso una rigorosa transizione per un’economia sostenibile. Ma dobbiamo anche puntare sul diritto allo studio, sui ricercatori, sulle tecnologie digitali, sulla giustizia. Non è accettabile avere un codice civile che risale al 1942. Se questi progetti verranno approvati, potremo attuare queste riforme. Occorre una serie riforma fiscale e dovremo lavorare meglio per sostenere le imprese e le persone che vivono ai margini della nostra società. Bisogna essere consapevoli che la somma che ci viene messa a disposizione deve essere intesa come una risorsa per il futuro del Paese. Per questa ragione, intendo convocare tutti i principali attori del sistema Italia. 

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