Antropologia di una coppia ai tempi dei tempi social

Andrea De Carlo a Pordenonelegge, ”Masterpiece per me è un’esperienza conclusa”

Cuore primitivo (Bompiani) è il diciottesimo libro de Andrea De Carlo, uscito il 17 settembre e presentato sotto forma di reading a Pordenonelegge. Il romanzo nasce da una teoria di Craig Nolan...

Cuore primitivo (Bompiani) è il diciottesimo libro de Andrea De Carlo, uscito il 17 settembre e presentato sotto forma di reading a Pordenonelegge. L’autore ha dichiarato che la sua espereinza a Masterpiece, il reality dedicato agl iscrittori emergenti, è da ritenersi conclusa

PORDENONE – ”Masterpiece è stata un’esperienza allucinante perché è difficile essere un personaggio in una storia scritta da altri, ma anche interessante per capire le potenzialità del mezzo. Io l’avrei reso più leggero  e meno dispendioso, però in tv ci sono ancora troppi dogmi da rispettare.” E’ quanto affermato da Andrea De Carlo, autore di Cuore primitivo (Bompiani), il suo diciottesimo libro uscito il 17 settembre e presentato sotto forma di reading a Pordenonelegge. Il romanzo nasce da una teoria di Craig Nolan, secondo il quale siamo ancora dominati dal cervello primordiale e, nonostante lo sviluppo della corteccia, ogni nostro gesto è determinato da ragioni ataviche biologicamente codificate, una teoria antropologica che consente allo scrittore milanese di penetrare a fondo nel classico triangolo borghese, lui, lei , l’altro.  “Lui  – spiega l’autore in conferenza stampa è un antropologo inglese che spiega ogni comportamento secondo dinamiche logiche e razionali, Mara la moglie è una scultrice di gatti di pietra italiana ed è l’angolo dominante, l’intruso è il costruttore- distruttore Ivo”.

 

GLI ISTINTI PRIMITIVI NEL TRIANGOLO BORGHESE – All’inizio del romanzo l’antropologo sale sul tetto della casa delle vacanze in Liguria e cade, provocando un danno, per riparare il quale è necessario l’intervento “ perturbatore ” di un terzo personaggio, il costruttore, che romperà il fragile equilibrio della coppia., il più vicino al cosiddetto “ nucleo primitivo” . De Carlo lo spiega cosi: “ il  nucleo primitivo rimanda ad impulsi cosi essenziali da sopravvivere a ogni sovrastruttura e ha varianti che si discostano in ogni individuo: cosi, prevedibilmente, la  donna è il personaggio più istintuale, l’ antropologo razionalizza tutto, il costruttore, intuitivo, rimane legato a schemi etici più tradizionali.”

 

LA NARRAZIONE POLIFONICA – La narrazione si sviluppa secondo  punti di vista alternati, un capitolo ciascuno per moglie e marito, con la minuziosa ricostruzione degli eventi, ma soprattutto dei pensieri. Anche linguisticamente :” l’eloquio più raffinato spetta all’antropologo, – spiega de Carlo  – , Mara usa un registro più legato alla sfera sensoriale e in particolar modo all’udito e questo spiega l’uso insistito delle onomatopee ; infine il costruttore usa un linguaggio più semplice per il quale mi sono imposto di non usare il congiuntivo”.

 

IL TEMA DELLA COPPIA È INESAURIBILE – La coppia sembra essere il tema dominante della produzione dello scrittore : un campo di indagine inesauribile che cambia nel corso del tempo ed è ora influenzato da nuovi fenomeni mediatici come i social network: non a caso il romanzo inizia proprio con i tweet cinici che arrivano all’antropologo dopo la caduta dal tetto. Come i social influenzano la vita di coppia? “ Facebook e Twitter in un certo senso – dice lo scrittore – liberano gli istinti nascosti  e anche se non portano sempre al tradimento fisico, generano distanza perché si confessa allo sconosciuto più di quanto si dice al proprio partner” . Aprono nuovi mondi , aprono alla fantasia, quella stessa fantasia che rende realistici, ma non troppo reali ambienti e trame  del romanzo . “Il piacere della scrittura – confessa De Carlo – è legato alla fantasia e senza di essa mi sembrerebbe di rimanere inchiodato ai miei personaggi” . Dietro ai quali per questo motivo si nascondono storie un po’ in contraddizione, così Mara sa essere molto teorica, ma anche  in grado di scaricare la propria rabbia sulla pietra e Craig, l’antropologo,  studia modelli di comportamento che poi smentisce con le azioni.

 

L’ESPERIENZA A MASTERPIECE – L’ultima domanda riguarda il talent show Masterpiece “Un ‘esperienza conclusa – dice De Carlo – E’ stata allucinante perché è difficile essere un personaggio in una storia scritta da altri, ma anche interessante per capire le potenzialità del mezzo. Io l’avrei reso più leggero  e meno dispendioso, però in tv ci sono ancora troppi dogmi da rispettare.”

 

Alessandra Pavan

19 settembre 2014

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