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Una frase da dedicare

“Ammiro chi resiste…” una frase da dedicare a chi sta vivendo la malattia

"Ammiro chi resiste..." la frase di Luis Sepulveda che spinge a reagire alla paura, alla disperazione. Una frase che è un inno al rispetto per sé stessi e agli altri.

“Ammiro chi resiste, chi ha fatto del verbo resistere carne, sudore, sangue, e ha dimostrato senza grandi gesti che è possibile vivere, e vivere in piedi anche nei momenti peggiori.”

Questa frase di Luis Sepúlveda è uno splendido inno alla vita. Uno degli innumerevoli doni che ci ha lasciato il grande scrittore cileno, morto a 70 anni in questo assurdo 2020, per colpa di questo terribile e maledetto virus. Una frase che invita a reagire, a non sottometterci alla paura, ad accettare che la vita possa essere affrontata con coraggio.

Una frase che voglio leggere anche come messaggio di rispetto nei riguardi di chi chi sta vivendo con sofferenza questo difficile periodo. Questo Covid 19 ci ha totalmente cambiati, ci sta ogni giorno invitando a mutare la nostra vita, le nostre abitudini, le nostre routine. Ci sta togliendo gli affetti e il piacere di stare con gli altri. Questi possono essere il tramite per la malattia. Sembra di vivere tutti in un romanzo, in un film apocalittico. Ma purtroppo è la realtà, è il presente.

“Ammiro chi resiste” da dedicare a chi vive la malattia

La frase di Sepulveda è da dedicare a tutte le persone colpite dal virus. Persone che stanno conoscendo la solitudine, il distacco, la lontananza. Persone che sono recluse in casa, o peggio, in una stanza di ospedale, molti all’interno di una maschera o di un macchina che li aiuti a respirare.

Non possiamo rimanere indifferenti. E’ impossibile. Queste persone meritano tutta la nostra attenzione, il nostro rispetto. Così come i familiari, gli amici di queste incolpevoli vittime del virus, gli amanti delle persone che hanno contratto la malattia vivono nella profonda attesa di capire come andrà a finire. Esse non hanno la possibilità di poter stare vicino alle persone che vogliono bene, di poter condividere questi interminabili attimi di sofferenza e paura, stando vicino ai loro cari. FOLLIA!

“Ammiro chi resiste”, ovvero chi rischia per curare gli altri

Questa frase va dedicata a chi si sta prendendo cura di queste persone. Medici, infermieri, tutto il personale sanitario. Questi signori oggi sono in campo a fare il loro dovere, rischiando  di essere colpiti dal Covid 19. Meritano il nostro GRAZIE. Meritano riconoscenza per sempre. Sono degli angeli al servizio del prossimo. Sanno benissimo che questi pazienti non sono come gli altri. Sono difficili da gestire perché possono contagiare.

“Ammiro chi resiste”, ovvero chi sta lottando per il lavoro

In questa seconda ondata siamo tutti cambiati rispetto al primo lockdown. Siamo ancora più impauriti, ma anche più arrabbiati. Come non esserlo. Molta gente ha perso il lavoro, molti hanno dovuto chiudere le proprie attività lavorative, professionali, commerciali. A voi va il mio pensiero e il mio massimo affetto. Tutti parlano, ma è difficile capire, soprattutto, quando si ha la certezza di arrivare a fine mese.

Il mio cuore oggi è con e per voi. Chi non ha un lavoro vive una malattia. Chi non ha la possibilità di sostenersi e di sostenere la propria famiglia vive male. Come si fa a non capirlo? Queste persone stanno conoscendo la disperazione. Il futuro sembra essere sparito. La rabbia è forse l’unico istinto che porta a resistere, è comprensibile.

“Ammiro chi resiste”, ovvero chi ha rispetto degli altri

Evitiamo di scannarci l’uno con l’altro. Bisogna avere la forza di comprendere che solo stando uniti si può sconfiggere questa assurdità. Evitiamo di piazzarci sui social e pur di difendere la pelle (o il punto di vista) si inizia ad attaccare chi possibilmente vive un dramma o una tragedia interiore.

Oggi, un po’ tutti stiamo conoscendo il dramma. Il virus è sempre più vicino, coinvolge o ha coinvolto persone care, amici, familiari. Sembra essere dietro la nostra porta, consapevoli di essere noi le prossime vittime. 

Bisogna avere la forza di resistere, di reagire alla paura e alla rabbia. Bisogna avere la forza di reagire alle debolezze derivanti dalla paura e dalla disperazione e comprendere che oggi purtroppo siamo tutti sulla stessa barca. Non siamo soli come pensiamo. Sono molti a vivere la paura e molti a vivere la disperazione. Ma con la paura e la disperazione non si va da nessuna parte, invece con l’unione e il rispetto possiamo sicuramente mettere le basi per uscire tutti da quest’incubo.

Saro Trovato 

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