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Adolescenti: basta stereotipi, impariamo a conoscerli

Prosegue la rubrica del professor Lancini che ci spiega l'importanza di riconoscere e capire i bisogni degli adolescenti oggi per aiutarli nella crescita
Adolescenti: basta stereotipi, impariamo a conoscerli

Molte rinunce

Gli adolescenti sono il futuro della nostra società. In questo difficile periodo storico abbiamo chiesto loro di sacrificare le relazioni, di mettere al servizio della comunità le loro competenze digitali, di farsi carico delle fatiche, e degli errori, degli adulti per il bene comune.

Adolescenti del nuovo millennio

È necessario, ora più che mai, uno sguardo governativo, scolastico, sanitario, mediatico competente, in grado di comprendere, e mettere al centro, le esigenze evolutive delle nuove generazioni. Istituzioni adulte che orientino le proprie decisioni e proposte a partire dal reale funzionamento affettivo e relazionale di chi è nato nel nuovo millennio.
L’adolescenza è una fase fluida, delicata e complessa. Da sempre le ragazze e i ragazzi sono chiamati a realizzare dei compiti evolutivi che, però, dipendono, in modo decisivo, dal mutare degli scenari culturali e dai miti affettivi del periodo storico in cui si nasce e cresce. Anche in psicologia, il modo di interpretare i comportamenti adolescenziali si trasforma, richiede continui aggiustamenti, che consentano di distinguere le nuove normalità dalle nuove sofferenze e patologie.

Nuove normalità e nuove patologie

In questi giorni è stato pubblicato un libro, scritto insieme ad alcuni colleghi dell’Istituto Minotauro, dal titolo L’adolescente. Psicopatologia e psicoterapia evolutiva (Raffaello Cortina Editore). Il volume intende favorire una visione più nitida degli adolescenti odierni. A partire dalla nostra esperienza di psicoterapeuti, abbiamo provato a sottolineare quanto sia importante avvicinarsi al cambiamento e alla crisi adolescenziale in un’ottica evolutiva piuttosto che curativa.

Un approccio che non intende in alcun modo banalizzare la sofferenza del giovane paziente, ma anzi, la proposta di una metodologia di intervento che ne accolga il senso individuale, senza riduzionismi categoriali. Così, in ogni capitolo, le diverse manifestazioni del disagio odierno (dai disturbi del comportamento alimentare al ritiro sociale, dall’insuccesso scolastico all’abuso di internet, dall’autolesionismo al sexting) trovano senso all’interno della storia di ogni adolescente e della personale difficoltà a intravedere un futuro possibile

Sentirsi bloccati in un eterno presente

La crisi adolescenziale rappresenta, infatti, un blocco nella realizzazione dei compiti evolutivi, una situazione di stallo insopportabile per chi deve fare i conti con la fine dell’infanzia e con tanto futuro davanti a sé, spesso troppo nebuloso. Così, l’agito di ogni adolescente, se da una parte esprime una sofferenza profonda, dall’altra rappresenta un primo tentativo di automedicazione, l’unico modo possibile per proteggersi da un dolore mentale non tollerabile. Prima di congedare il sintomo è importante ascoltarlo, comprenderne il senso, rendere pensabile la crisi evolutiva che esprime per poi individuare alternative percorribili, più funzionali.

Delusione e vergogna

Nella moderna clinica dell’adolescente si assiste sempre più spesso a manifestazioni di attacco al Sé. Lo scontro tra aspettative e realtà fa sperimentare un dolore intenso e sconosciuto. Oggi i bambini sono invasi da ideali di bellezza e successo che rischiano di crollare di fronte alle trasformazioni adolescenziali. Il senso di inadeguatezza, la vergogna, la percezione di non essere mai abbastanza belli e popolari, spinge così ad attaccare il Sé, piuttosto che l’altro.

Adulti meno narcisisti

Tutti, non solo gli psicologi e gli psicoterapeuti, sono chiamati a comprendere chi sono davvero i ragazzi e le ragazze che vivono con noi. Basta stereotipi sull’onnipotenza e la trasgressività degli adolescenti. Servono politiche governative, educative e scolastiche che comprendano la fragilità e la competenza di generazioni che non contestano mai, nonostante adulti che non si sono preoccupati abbastanza del loro futuro. E che dovrebbero iniziare a farlo subito, da oggi.

Matteo Lancini

Psicologo e psicoterapeuta. Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano. Docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca. Autore di numerose pubblicazioni sull’adolescenza, le più recenti: Cosa serve ai nostri ragazzi. I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti. (Utet, 2020). L’adolescente. Psicopatologia e psicoterapia evolutiva (AA.VV. Raffaello Cortina, 2020).

Carmen Giorgio
Psicologa e psicoterapeuta. Socia dell’Istituto “Minotauro” di Milano.

 

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