“Dopo il terremoto ripartiamo dalla scuola”, l’impegno della dirigente scolastica Patrizia Palanca

Abbiamo intervistato Patrizia Palanca, responsabile del comprensorio scolastico di Acquasanta, impegnata nel garantire il diritto all’istruzione per i bambini della valle del Tronto
“Dopo il terremoto ripartiamo dalla scuola”, l’impegno della dirigente scolastica Alessandra Palanca

MILANO – “Dopo il terremoto ripartiamo dalla scuola”. E’ questo il motto che sta accompagnando insegnanti e genitori delle zone colpite dal terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto. Una vera e proprio missione sposata in pieno da inseganti come Patrizia Palanca,  dirigente dell’istituto comprensivo di Acquasanta Terme e responsabile dell’istituto comprensivo di Acquasanta Terme, la quale si è subito attivata per assicurare il regolare inizio della scuola domani  15 settembre la scuola per i bambini della valle del Tronto. Patrizia Palanca ci spiega in che modo è stato possibile garantire ai ragazzi dei comuni colpiti dal sisma il diritto all’istruzione .

 

Qual è stato il suo impegno nel garantire il regolare ritorno a scuola dei ragazzi dopo il terremoto dei 24 agosto?

Dal giorno dopo il tremendo sisma, la nostra priorità è stata quella di riportare i ragazzi alla normalità, riaprendo l’anno scolastico così come è previsto, ovvero il 15 settembre. La preoccupazione di non poterlo fare era motivata dal fatto che le scuole erano tutte inagibili, semidistrutte. Il timore di non avere più nulla per svolgere la normale attività didattica è stato molto forte e preoccupante.

Data la situazione, ci è venuto in aiuto subito il Ministero, il quale con determinazione e forte ha costituito una task force a Rieti, nominando due direttori generali importanti del ministero come  Giovanna Boda della Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione e Simona Montesarchio della Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica, le quali in questi giorni hanno lavorato per sostenerci a 360 gradi, ridandoci la possibilità di iniziare domani con le lezioni normali, dandoci a disposizione una tensostruttura all’avanguardia completa di arredi e tutto.

 

Quali attività didattiche sono state organizzate prima dell’effettivo inizio dell’anno scolastico?

Per recuperare questi alunni senza perdere tempo, sono state realizzate delle attività pre-scolastiche nelle tende: avendo docenti in servizio dal 1° settembre, li ho richiamati per far organizzare loro laboratori di musica, informatica, multimediali, creativo-manipolativo, di messa in scena delle favole. Gli alunni vivono in un territorio montano vastissimo (solo il comune di Acquasanta conta 154km2 con 56 sezioni), era quindi importante farli ritrovare insieme, perché la solitudine acuiva questo senso di terrore e paura dovuto a queste scosse continue. Grazie a questi corsi, gli alunni hanno ritrovato il viso sereno e tranquillo di queste docenti,  si sono rassicurati insieme ai loro genitori, e ora con l’inizio delle attività scolastiche in una struttura sicura, con funzionalità analoghe a quelle garantiti dagli edifici scolastici che frequentavano in passato, ricominceranno con delle attività e proseguiranno con questi laboratori.

Non è stato sottovalutato nessun dettaglio, come l’aspetto psicologico degli alunni e dei docenti. Sono stati mandati direttamente dal direttore degli psicologi esperti, che si erano già occupati di simili situazioni in occasione del terremoto dell’Aquila. Essi hanno accompagnato alunni e docenti in questi momenti delicati in cui si cerca un ritorto alla normalità.

All’interno delle tensostrutture installate nei comuni di Acquasanta Terme,  Arquata del Tronto e Montegallo, nella prima fase si riprenderanno le elezioni, quindi ci si sposterà in moduli predisposti nei prefabbricati ed entro gennaio ad Arquata, mentre ad Acquasanta dalla tensostruttura si passerà a delle scuole in legno prefabbricate.

Stiamo facendo una corsa contro il tempo nell’organizzazione delle attività scolastiche, l’assegnazione dei docenti alle classi, nell’orario e nel permettere ai ragazzi di raggiungere le tensostrutture, con alcune famiglie che si trovano nei villaggi-tenda ed altre che hanno trovato ospitalità presso parenti da altre parti. Riusciremo a prendere i ragazzi dai propri comuni e portarli dai loro compagni ed i loro docenti.

 

Qual è il ruolo della scuola in questo tentativo di tornare alla normalità?

“Ripartiamo dalla scuola” è il nostro motto e quello del Ministero. Il primo centro di aggregazione che può mantenere insieme i Comuni è proprio la scuola. Essa deve fare da collante dei vari aspetti sociali perché avere un punto di riferimento come la scuola è tantissimo. Sballottati da una scuola all’altra, i ragazzi avrebbero perso il senso d’appartenenza anche al loro nucleo sociale già messo alla prova dal terremoto.

Bisogna ora ricostruire le unità abitative che auspico vengano fatte in modo da non snaturare la vicinanza delle persone anziane dai loro amici e parenti, ripristinando questi micro-nuclei abitativi, indispensabili per mantenere le relazioni umane di questi anziani.

 

Come ha trovato i ragazzi durante questi corsi pre-scolastici?

I ragazzi sono giovani, hanno voglia di ricominciare. Un po’ scherzano e facendolo “esorcizzano” in qualche modo gli aspetti negativi dovuti al terremoto. I primi giorni in cui li ho visti avevano lo sguardo assente e gli occhi terrorizzati per ciò che avevano vissuto e la perdita, in alcuni casi, dei loro amici. Sono ferite e cattivi pensieri che noi come scuola, al più presto, dovevamo fare in modo di sviare, aiutando così i ragazzi a superare, insieme al supporto degli psicologi, il trauma che hanno vissuto.

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