Un tuffo nel passato – Racconto di Sabrina Sopranzi

Un tuffo nel passato - Racconto di Sabrina Sopranzi

Bianca se ne stava accovacciata sul marciapiede del molo con le ginocchia sotto il mento, il viso rivolto al cielo con gli occhi chiusi a godersi  tutto il sole che la scaldava.

“Ciao! E’ molto che aspetti?”  Si voltò al saluto di  Leo che veniva verso di lei con il suo passo lungo e irregolare,  con gli occhi abbagliati dal sole subito non vide niente, solo una figura chiara, poi dopo qualche secondo riuscì a mettere a fuoco l’immagine.  Sentì un tonfo dal petto arrivarle in gola, come sempre quando lo vedeva . Dio quanto lo amava! Se solo lui lo avesse saputo…

“Solo mezz’ora…” ironica

“Ma che ore sono?”

“Le undici ”

“Scusami, ho fatto tardi”

“Ma va? Non avrei detto!” Sorrise e aprì le braccia ad accogliere la sua stretta fortissima .

“Che bello che sei qui!  Non potrei chiedere di meglio!”

“Già , ma non ti ci abituare! ” Bianca gli porse il foglio e lui lesse tutto d’un fiato , per poi guardarla meravigliato

“E’ bellissima, ma l’hai scritta tu?” Lei annuì con un sorriso appena accennato su un viso visibilmente triste

“E’ stupenda. Tu sei stupenda. Dici che le piacerà? Che quando glie la leggerò lei si innamorerà di me?”

Bianca tirò un sospiro e si strinse nelle spalle “beh, che si innamori di te non posso garantirlo, ma non può non piacerle!”

Leo abbassò lo sguardo “ah, non lo so, è una tipa talmente strana, non si sa mai quello che vuole…”

“Puoi ben dirlo! Se non fosse strana si sarebbe già innamorata di te!”

“Dici…?”

“Direi proprio di sì, come si fa a non….” Si bloccò con pudore

“Cosa…?” Leo la guardava incuriosito

“Niente!” Lei  sorrise e scosse la testa  “Ora va, e fammi sapere com’è andata!”

In quel momento passava una bici a tutta velocità dietro di loro e un ragazzo urlò agitando la mano

“Ehi, Leo!”

Leo rispose al saluto del giovane ciclista “Ciao! Dove vai?”

“Al compleanno di Ste! Non vieni ?”

“Oh cavolo!” Leo si portò una mano alla testa e  fece una smorfia strana come se sentisse dolore

“Me ne ero completamente dimenticato!”

La risata fragorosa del ragazzo “Ci avrei scommesso! Dai, vieni, sei ancora in tempo!”

“Okay, arrivo, oh mi raccomando, non iniziate le birre senza di me!”

“Se non ti sbrighi non troverai più neanche una lattina ! A dopo!”  Solo prima di voltarsi si accorse di Bianca che era rimasta in silenzio “Cao Bianca!”

Bianca rispose al saluto con indifferenza , Leo era in preda alla fretta ,  mentre tirava fuori la mano dalla tasca il telefono gli scivolò perterra e cadde rumorosamente  “Accidenti!”  si chinò in fretta a raccoglierlo e lo guardò rigirandolo più volte tra le mani “ Speriamo non si sia rotto! Ah no, meno male, si è solo graffiata la cover…” guardò Bianca che era rimasta in silenzio tutto il tempo  “Okai, senti, io ora devo andare, ci sentiamo stasera! Non so come ringraziarti, sei una vera amica! Ciao !”  Le sfiorò la fronte con un bacio e si incamminò di fretta lungo il marciapiede assolato. Bianca restò a guardarlo scomparire dietro l’angolo, per poi sbuffare mentre cadeva seduta sul muretto dietro di lei, si picchiò la testa più volte con il palmo della mano.

“Che c’è che non va?” Si voltò di scatto , Thea le stava di fronte sorridente, le braccia aperte per abbracciarla. Bianca per un attimo esitò guardandola dal basso all’alto , incredula, poi si alzò e le si gettò addosso “Ehi! Ma che ci fai qui?” si distaccò da lei e la guardò dritta negli occhi ridendo, in un attimo le sembrò che la tristezza che aveva provato fino a quel momento fosse scomparsa, e che tutto intorno fosse più bello  “Ma quando sei tornata? Dove sei stata?” Thea vagò un po’ con lo sguardo come a non voler dare importanza a ciò che diceva “Ingiro per il mondo…”   Bianca la guardava malinconica “Beata te che giri il mondo. Io invece sto sempre qui, e non cambia mai niente…”  Thea la guardava fissa negli occhi come solo lei sapeva fare “Che succede? Perché sei triste?”  Bianca prese fiato “Succede che ho appena aiutato il mio migliore amico a dichiararsi alla ragazza di cui è innamorato”  “Mentre tu sei innamorata di lui…”  Bianca la guardò corrucciata “E tu come lo sai?” Thea le sorrise serena “Devi solo dirglielo”  “ E ti pare facile! Ogni volta mi preparo il discorso, e ogni volta quando gli sono di fronte resto muta!” “Sei proprio sicura che ci sia un discorso da fare? Basta dirgli quello che provi. E  sono sicura che anche per lui è così” Bianca la guardò  sarcastica “Ma se neanche lo conosci! E comunque ormai è troppo tardi, stasera andrà da lei , è fatta ”

“Se potessi tornare indietro, glie lo diresti?”  Bianca alzò gli occhi al cielo e aprì le mani “Ah, se potessi tornare indietro, gli direi tutto quello che provo e anche di più!”  Thea annuiva guardando il mare, poi guardò l’orologio che aveva al polso  “Vieni con me !” La prese per una mano trascinandola verso gli scogli. “Dove mi porti?” Arrivate di fronte la scogliera Bianca si impuntò spaventata “Ma dove vuoi andare?” Thea cominciò a spogliarsi  “ti sei mai tuffata da qui? E’ fantastico!” Bianca spalancò gli occhi “Da qui? Ma sei matta? Non ci si può tuffare da qui, nessuno lo ha fatto mai! Non vedi, c’è anche il cartello di divieto!” Thea la guardò ironica mentre si raccoglieva i capelli “Io l’ho fatto ! ” bianca era sempre più incredula “Cosa?! Non si può ti dico, c’è una strana leggenda, dicono… dicono  che si ti butti non torni più a galla!”  “Ma se nessuno si è mai tuffato come fa a saperlo? Non crederai mica a queste sciocchezze ! Dai vieni , fifona! Sono le undici e undici minuti, è il momento adatto !  ” Bianca rimase un attimo a guardare Thea che stava  in costume da bagno sul primo scoglio ad aspettarla, la sua figura bianca e longilinea si scagliava sullo sfondo del mare e la faceva sembrare una dea . A questo punto sorrise tra sé e in un attimo si spogliò lasciando gli indumenti su uno scoglio. Arrivata vicino a Thea questa le prese la mano stringendola forte “Sei pronta? Insieme!” Bianca guardò un attimo il fondale sotto di loro e tirò un sospiro forte, il cuore le batteva all’impazzata. Guardò Thea che invece era tranquillissima e la guardava sorridente. Bianca annuì e trattenne il fiato. “Uno…due…tre!” Le mani si strinsero ancora più forte, i corpi volarono sopra gli scogli e caddero nell’acqua profonda .

Bianca riemerse respirando forte , era eccitatissima, aveva osato fare quello che fin da bambina aveva sognato. Se solo avesse saputo che era così facile! Aver creduto per tanti anni a una stupida leggenda! Si guardò intorno chiamando Thea, era sparita . Uscì dall’acqua e risalì il sentiero che portava al molo in tutta fretta, guardandosi sempre attorno e chiamando , agitata.  Dov’è andata? Non è ancora riemersa dall’acqua? Arrivata in cima alla scogliera vide che gli indumenti  e lo zaino di Thea non c’erano più. Non è possibile che li abbia presi qualcuno perché al momento del tuffo non c’era neanche un’anima nei dintorni e nessuno avrebbe fatto in tempo ad arrivare fin lì in così poco tempo. Che sia già risalita e andata via? Ma come ha fatto così in fretta? E senza neanche salutare.  Beh, strana , lo è sempre stata. Ma stavolta ha dato il meglio di sé. Con tutti questi pensieri in testa Bianca si era seduta sopra il muretto con la testa appoggiata alla parete piena di murales  , ci voleva ancora un po’ prima che il costume le si fosse asciugato addosso. Mentre sentiva il sole picchiarle sul viso e sul corpo guardava quello che si stava svolgendo intorno a lei.

Le auto che passavano sulla strada, i pescatori che  parlavano lungo la riva, il suono delle barche in lontananza, tutto era uguale a prima,  non succedeva mai niente di diverso in quel posto, le sembrava di rivivere sempre lo stesso attimo.  A un certo punto  sentì da lontano la voce di Leo “Ciao! È molto che aspetti?” Bianca alzò lo sguardo a lui confusa  “E tu che ci fai qui?” Leo la guardava divertito “Hai fatto un bagno? Forte! Bella idea! Ma, come che ci faccio qui? Dovevamo incontrarci , ricordi? Devi darmi la poesia che hai scritto … che bello che sei qui, non potrei chiedere di meglio ! ” Bianca era scocciata “ Ma sei fuori di testa per caso? Ci siamo già incontrati! Ti ho dato la poesia , è stato ormai un’ora fa!” Leo continuava a ridere “mi sa che il bagno ti ha dato alla testa! Dovevamo incontrarci alle 10.30 , eccomi qua, in ritardo , sono le undici…”  “Ma che undici!” gli urlò Bianca “ Sei rimasto indietro , bello! Sarà mezzogiorno ormai !” guardò l’orologio , erano le undici. Bianca ammutolì e si guardò intorno. Guardò anche il cellulare “Sono le undici…” Leo si era appoggiato a braccia conserte al muro e scuoteva la testa “Ma va, e io che ho detto…? Allora me la dai questa poesia , o ci hai ripensato?” Bianca trattenne un attimo il fiato e guardò lo zaino ai suoi piedi, cercò dentro, tirò fuori il foglio scritto. Restò a fissarlo quasi senza respiro. Era la poesia che un’ora prima aveva dato a Leo. Un’ora prima, quando si erano incontrati, quando erano le undici. E ora erano di nuovo le undici, si incontravano di nuovo, e il foglio era ancora nel suo zaino. Ma cosa stava succedendo?  Leo le prese il foglio dalla mano “Oh finalmente!” Mentre lui leggeva Bianca era in preda allo sconcerto, riguardava l’ora di continuo e si guardava intorno.  Spalancò gli occhi e irrigidì quando vide arrivare la bici, il ragazzo in sella con la mano in alto a salutare , lei aveva già visto quella scena

“Ehi, Leo!”

“Ciao! Dove vai?”

“Al compleanno di Ste! Non vieni ?”

“Oh cavolo! me ne ero completamente dimenticato!”

“Ci avrei scommesso! Dai, vieni, sei ancora in tempo!”

“Okay, arrivo, oh mi raccomando, non iniziate le birre senza di me!”

“Se non ti sbrighi non troverai più neanche una lattina ! A dopo! Ciao Bianca!”

Tutto si stava ripetendo, aveva già sentito ogni rumore, visto ogni cosa,  gli stessi gabbiani passare sopra di loro , la stessa sirena del faro, lo stesso clacson di un camion in lontananza.  Bianca fissava a terra rielaborando quello che stava accadendo, quando il rumore del cellulare a terra la scosse . Guardò Leo raccogliere di fretta l’apparecchio “Accidenti! Speriamo non si sia rotto! Ah no, meno male…”  “Si è solo graffiata la cover…” sussurrò lei guardando la scena, anzi, ri-guardando la scena.  Leo la guardò stupito “E’  vero, come hai fatto a indovinare?” Bianca ora si stava rendendo conto di quello che , del tutto irrealisticamente, stava accadendo . Era successo con il tuffo, era  tornata indietro nel tempo . E’ questo che succede tuffandosi da quel punto, altro che leggenda! Quindi, finora, quante altre persone lo avranno fatto?  Lo avranno raccontato?  E gli avranno creduto? Ma soprattutto, se questo era successo a qualcuno prima di lei, quel qualcuno avrà saputo usare il tempo ridatogli per fare qualcosa di importante?

A lei era successo, le era stato regalato il tempo, solo cinque minuti,  ma quanto basta per fare quello che doveva, e non avrebbe sprecato quell’occasione per niente al mondo. Guardò Leo che aveva appena finito di leggere la poesia e la guardava meravigliato. Lei aveva già visto quello sguardo, e aveva già sentito le parole che lui stava per dirle. Prima che lui parlasse gli andò vicino e gli mise la mano sulla bocca, come per ammutolirlo. I loro visi erano vicinissimi, e gli occhi si parlavano. Ecco , questo prima non era successo, da quel momento  lei stava cambiando il suo destino.  Poi anche la bocca prese fiato, e parlò, mentre lui la ascoltava senza mai staccare gli occhi dai suoi.  Gli disse tutto quello che in tanti anni non era mai riuscita a dire, tutto quello che aveva sofferto, che aveva sognato.  Gli recitò la poesia che aveva scritto per lui, ogni verso era stato vissuto con il suo pensiero nella mente.  Solo al termine di questo interminabile monologo, Leo le prese le dita e le scostò dalle sue labbra. Tentennava con il capo mentre la guardava. Lui non era in grado di dirle tutto quello che aveva detto lei, e nemmeno qualcosa di simile, lui non era bravo a parlare. Si accorse solo che tutto quello che provava in quel momento lo aveva sempre provato per lei , ma non lo aveva riconosciuto , e gli aveva dato un altro nome . Ora si vergognava tantissimo, non solo non si era mai accorto di amarla, ma anche adesso che ce la aveva davanti, non era in grado di dirle niente.  Lei capì il suo imbarazzo , e ruppe il silenzio “ Non preoccuparti, non devi dire niente ora, avrai tempo”  “ Il tempo …”  riuscì a rispondere lui “E’ passato troppo tempo , e non siamo mai stati insieme”  Lei gli sorrise “ Con noi il tempo è stato generoso,  ci ha dato un’altra  occasione”.

Mentre stavano stretti in un abbraccio furono disturbati da un soffio di vento che veniva dal mare, guardarono il cielo, le nuvole avevano coperto il sole e qualche tuono si faceva sentire in lontananza . Era tanto che non pioveva, e il porto che finora era stato immerso nell’aria torrida ora sembrava rinascere al vento leggero che annunciava pioggia.

Finalmente qualcosa stava cambiando.

 

Sabrina Sopranzi

 

 

 

 

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