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Poesia sulla vita

E la vita cammina quasi dritta, una poesia sulla resilienza

E la vita cammina quasi dritta, è una poesia di Emily Dickinson, che ci insegna e ci fa riflettere sull'importanza della resilienza davanti alle difficoltà.

Emily Dickinson ci parla del dolore e della speranza, della forza per andare avanti. Nonostante i momenti difficili, i giorni bui e gli ostacoli, una delle poetesse più importanti della nostra letteratura occidentale, ci illustra la bussola per guarire dalle ferite.

La vita, d’altronde, è come una ruota che conosce i momenti “bassi” e i momenti “alti”. É così che si va avanti; è così che si impara ad accrescere la nostra attitudine alla resilienza. Con la poesia  “E la vita camina quasi dritta”, vogliamo riflettere insieme a voi sull’importanza della rinascita, quella positiva e costruttiva che, attraverso la letteratura e l’arte, sa tendere ad una nuova vita. 

 

L’importanza delle ferite

Per Emily Dickinson, il dolore dell’anima, quello profondo e interno un po’ in ognuno di noi,  assomiglia ad una notte senza stelle. Non c’è nessuna Luna, nessuna luce che ci aiuta a fare chiarezza. Questo, per la poetessa, è uno stato di profonda disperazione e crisi esistenziale. Lo è perché i punti di riferimento scompaiono e ci sembra di essere su una nave nel pieno di una tempesta, senza un punto di arrivo, senza un aggancio. Le sicurezze, a volte, ci dicono addio e il nostro controllo scompare, lasciandoci in balia di qualcosa di cui ignoriamo la natura e, a volte, anche l’esistenza. Può essere un abbandono, un lutto, un forte cambiamento, una messa in discussione di noi stessi, ma semplicemente ciò che sapevamo prima, improvvisamente, non lo sappiamo più. E ci sentiamo ingannati dalla vita. 

Ma da tutto questo, dal vuoto, dalla zavorra, si può venire fuori, si può imparare a vivere. Certo, come ci dice Emily Dickinson, ci vuole coraggio. Un coraggio ed una determinazioni fondamentali e indispensabili per saper assaporare le novità della vita stessa. Insomma, sviluppare la resilienza è la condizione preliminare per il superamento della crisi. Così ci si può curare.

Piano piano, i lividi e  le cadute, diventano i punti di forza della nostra esperienza. Diventano i nostri vanti, i nostri ‘ganci’. Insomma, grazie alle ferite, sappiamo sviluppare un nuovo sguardo su un nuovo mondo:

“o si altera la tenebra, o in qualche modo si abitua la vista”

E la vita cammina quasi dritta, poesia 

Ci abituiamo al buio
quando la luce è spenta;
dopo che la vicina ha retto il lume
che è testimone del suo addio,

per un momento ci muoviamo incerti
perché la notte ci rimane nuova,
ma poi la vista si adatta alla tenebra
e affrontiamo la strada a testa alta.

Così avviene con tenebre più vaste –
quelle notti dell’anima
in cui nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella interiore si mostra.

Anche il più coraggioso prima brancola
un po’, talvolta urta contro un albero,
ci batte proprio la fronte;
ma, imparando a vedere,

o si altera la tenebra
o in qualche modo si abitua la vista
alla notte profonda,
e la vita cammina quasi dritta

Stella Grillo

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