San Francesco d'Assisi

San Francesco d’Assisi, il primo poeta della letteratura italiana

"Il cantico delle Creature" è fra i primi componimenti poetici della lingua volgare e rappresenta la più famosa poesia religiosa di sempre . Dal nostro corrispondente Carlo Picca, il commento al testo

Fra le primissime esperienze poetiche della letteratura italiana merita un posto in primissimo piano Il Cantico delle Creature, conosciuto anche come Il cantico di Frate sole e Sorella Luna, poesia scritta da San Francesco, e che senza dubbio è fra i primi importanti componimenti poetici della lingua volgare e rappresenta la più famosa poesia religiosa di sempre della letteratura italiana.

La prima opera della letteratura italiana

Scritta in lingua volgare umbra nel 1224 da Francesco d’Assisi, Il Cantico si presenta come una prosa ritmica, che richiama i ritmi delle litanie, con la presenza di versi di varia lunghezza, stilizzati in base alle consonanze e alle assonanze oltre che alle rime. La storia della fortuna letteraria del Cantico coincide con il concetto stesso di Storia della letteratura italiana e l’idea del Cantico come prima opera della letteratura italiana nasce con il romanticismo.

Il significato

Il componimento è come una preghiera, un momento in cui si ringrazia il creatore per la sua opera di bellezza presente in ogni dove, ma presente è anche la morte che anch’essa  glorifica Dio. All’uomo non spetta che il compito di accettare umilmente e serenamente tutto ciò che proviene da Dio e farne tesoro. Ciò che spicca maggiormente nella poesia è il legame presente fra tutte le creature, legame invisibile che esalta quasi un disegno perfetto che invita l’uomo a custodirne l’insieme come bene prezioso riconoscendosi piccolo di fronte alla vastità del tutto.

Il testo

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

di Carlo Picca

 

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