Sei qui: Home » Poesie » “Quest’amore”, un’intensa poesia recitata da Gigi Proietti
La Poesia

“Quest’amore”, un’intensa poesia recitata da Gigi Proietti

Gigi Proietti nasceva il 2 novembre del 1940 a Roma, e sempre a Roma ci lasciava, il 2 novembre del 2020. Lo ricordiamo attraverso “Quest’amore”, una meravigliosa poesia recitata in “A me gli occhi please” e scritta insieme a Roberto Lerici.

Non ci sono dubbi: Gigi Proietti è stato uno degli artisti italiani più poliedrici del nostro tempo. Attore, sceneggiatore, cantante, doppiatore, cabarettista, insegnante, è riuscito nell’impresa di rendere speciale qualunque cosa a cui si dedicasse.

Nel giorno in cui ricorrono contemporaneamente l’anniversario della nascita e della morte di Gigi Proietti, vogliamo ricordare leggendo una poesia che l’eclettico artista romano ha recitato nello spettacolo teatrale “A me gli occhi please”. Il componimento in questione, dal titolo “Quest’amore”, è stato scritto da Gigi Proietti e da Roberto Lerici, co-autore delle sceneggiature dell’artista romano, ed evidenzia come il più nobile, delicato e raro dei sentimenti sia divenuto fra i più usati, logorati dalla banalità dei nostri discorsi, delle nostre necessità più spicciole.

Quest’amore

Quest’amore malato, denutrito, fatto di parole smozzicate;
Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.
quest’amore usato, digerito, buttato in pasto al popolo ignorante, come fosse una cosa interessante.

Quest’amore corrotto dalla noia dei grandi amatori della storia, masticato da cento letterati, vomitato da principi, prelati;
quest’amore che accoglie, che perdona, fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia, che assolve tutto, pure l’ingiustizia;

quest’amore sciancato, deficiente, sbattuto sulla faccia della gente, come l’osso al cane disperato;
quest’amore scarnito, rosicchiato, coi suoi stracci di corpo denudato;
quest’amore di cui si parla tanto, celebrato con tutte le gran casse;
quest’amore è disceso fra le masse, elargito per grazie del potere perché tutti ne possano godere,
è un amore deforme, malandato, generato dal vecchio capitale tra le cosce del mondo occidentale.

Per questo amore è meglio non cantare, perché non c’è una musica che tenga
per questa mia canzone sgangherata, non so nemmeno cosa la sostenga.
Avesse almeno la grazia più scolata di una puttana, sola, disperata, piuttosto che la facile malia, il fascino merdoso di questa borghesia!
Ma quell’amore, che era una certezza, si è assopito con l’ultima carezza.

Ha ripiegato pian piano le sue foglie, rinunciando per ora alle sue voglie.
L’anima mia per questo si è ammalata…, non sogna più, e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutto ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.
Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.

Gigi Proietti

Nato il 2 novembre del 1940 a Roma, Gigi Proietti è stato un attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico e insegnante italiano. Fa parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha ottenuto notevole successo sin dagli inizi degli anni ’60. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è ritenuto uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano. Quello teatrale non è l’unico mondo a cui è appartenuto Gigi Proietti, che si è dedicato anche al piccolo e al grande schermo, con successi del calibro di “Febbre da cavallo”.

Nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli ha esordito nel Can Can degli italiani, per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a “A me gli occhi, please”, esempio di teatro-grafia che ha segnato uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale sono seguite numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, con date ospitate nei più importanti teatri italiani. Lo spettacolo ha segnato un record di oltre 500 000 presenze al Teatro Olimpico di Roma.

Per la Rai, Gigi Proietti ha recitato, a partire dagli anni ’90, in diverse serie tv: ricordiamo “Il maresciallo Rocca”, “Preferisco il paradiso” e “Una pallottola nel cuore”. Ultimamente, ha avuto modo di partecipare anche a numerose puntate di “Ulisse, il piacere della scoperta”, accompagnando il conduttore Alberto Angela attraverso i secoli di storia raccontati nel format televisivo di divulgazione più amato e seguito su Rai 1.

Proietti ci ha lasciati il 2 novembre 2020, a Roma.

© Riproduzione Riservata