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“Still I rise”, la poesia di Maya Angelou contro l’odio

La grande poetessa statunitense Maya Angelou, scomparsa nel 2014, ci ha lasciato in eredità poesie bellissime. “Still I rise” è una di loro.

In questo periodo si parla molto di odio e tolleranza, in tutti gli ambiti e verso tutte le minoranze. Una questione che purtroppo non sembra migliorare nemmeno nei paesi più aperti e sviluppati. Per questo motivo abbiamo pensato di proporvi oggi la bellissima poesia di Maya Angelou “Still I rise”.

“Still I rise”

Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie,
Puoi calpestarmi nella più fonda sporcizia
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò

La mia sfacciataggine ti infastidisce?
Perché sei così oscurato dalla malinconia?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
Che sgorgano nel mio soggiorno.

Proprio come le lune e i soli,
Con la certezza delle maree,
Proprio come le speranze che si librano alte,
Ancora mi solleverò.

Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei pianti di dolore.

La mia superbia ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino

Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?

Fuori dalle capanne della vergogna della storia
Io mi sollevo
sopra un passato che ha radici nel dolore
Io mi sollevo
Sono un oceano nero, agitato e vasto,
Sgorgando e gonfiandomi io genero la marea.
Lasciando alle spalle notti di terrore e paura
Io mi sollevo
In un nuovo giorno che è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo
Portando i doni che i miei antenati hanno dato,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo

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Rimettersi in piedi sempre e comunque

Nel caso specifico di “Still I rise” e della sua autrice, il tema affrontato è quello della riappropriazione della propria identità come essere umano e donna a fronte di ciò che i suoi antenati avevano dovuto subire durante la schiavitù. Maya Angelou rifiuta la pesantezza delle pene subite, e le rigetta sulle spalle dei veri responsabili, guardandoli dritti in faccia. Ciò però, ci dà la possibilità di imparare dalla volontà della poetessa, dalla sua forza e dal suo coraggio. Il dolore subito è sicuramente tanto e, soprattutto, ingiusto, ma la nostra capacità di riflettere queste situazioni verso i nostri persecutori ci renderà indistruttibili. Ci si rialza dalle cadute causate dagli altri, con dignità e orgoglio, dimostrando loro il nostro vero essere.

Maya Angelou

La poetessa Maya Angelou nacque il 4 aprile del 1928 a Saint Louis nel Missouri, negli Stati Uniti. È famosa soprattutto per essersi impegnata a sostenere le lotte dei movimenti per i diritti civili dei neri insieme a Malcom X e Martin Luther King, e per avere scritto sette libri autobiografici di successo in circa cinquant’anni. Angelou scrisse decine di libri, drammi, poesie e sceneggiature e ebbe una vita ricca e movimentata. Veniva da una famiglia molto povera, divenne ragazza madre a 17 anni, e poi lavorò come cuoca, cameriera, attrice, prostituta, spogliarellista e ballerina, viaggiando a lungo in Africa, insegnando all’università, lottando per i diritti degli afroamericani e ricevendo decine di premi e lauree honoris causa.

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