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Paolo e Francesca, il valore di un bacio

Nella giornata mondiale del bacio ne ricordiamo uno fra i più famosi della letteratura mondiale: quello che sancisce l’amore di Paolo e Francesca, i dannati protagonisti del V canto dell’“Inferno” di Dante Alighieri. Un bacio carico di significato, dal valore inestimabile.

Oggi si celebra la giornata mondiale del bacio, un’azione che ci accompagna, nelle sue molteplici forme, durante tutto il corso della vita. Ma è soprattutto uno il bacio che lascia il segno del suo passaggio: quello che riceviamo dalla persona che amiamo. Oggi vogliamo dedicarci a questa ricorrenza proponendovi uno stralcio del V Canto dell’“Inferno” dantesco in cui il bacio di Paolo e Francesca è protagonista assoluto dei versi, divenuti fra i più celebri al mondo.

Estratto del V canto dell’Inferno

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Il valore di un bacio

La storia di Paolo e Francesca è fra le più strazianti della storia della letteratura. Entrambi appartenenti a nobili famiglie emiliane, i due sono cognati, e il loro amore è destinato alla dannazione. Francesca è infatti sposata con il fratello di Paolo, Gianciotto.
Nel V Canto dell’“Inferno”, Dante assiste alla confessione di Francesca e, per la prima volta, comincia a dubitare di sé e delle sue convinzioni e si inerpica sul ripido percorso che lo porterà alla conversione. Ma perché Dante è così scosso da ciò che racconta Francesca?

Paolo e Francesca

Questi versi ci dimostrano come il bacio rappresenti un importante simbolo. Paolo e Francesca, seduti uno accanto all’altro, stanno leggendo le vicende di Lancillotto e Ginevra, esempio altissimo di quello che conosciamo come “amor cortese”, e quando giungono alla scena del bacio fra il cavaliere e la sua dama, scatta qualcosa anche in Paolo e Francesca. Ma stavolta siamo nella realtà. Il bacio dei due lettori appassionati non è un bacio che sugella l’amor cortese. È il simbolo di un amore vivo, forte, passionale, ma che è anche impregnato di presagi funesti, di segreto, di peccato.

La doppia valenza del bacio in questi versi è ciò che fa dubitare per la prima volta l’incrollabile protagonista del viaggio della “Divina Commedia”. Dante è talmente sconvolto da ciò che ha sentito, talmente confuso, da cadere svenuto alla fine del colloquio con le anime dei due amanti. Come può un bacio innocente, nato nel contesto dell’amor cortese dare adito ad un amore illecito come quello di Paolo e Francesca? Ma poi, fino a che punto questo è un amore illecito?

Le parole di Francesca, l’espressione di Paolo e il sentimento bruciante che traspare dagli occhi dei due amanti, sono ciò che rende ancor più confuso Dante, che quasi non riesce più a distinguere il bene dal male. La compassione prende il sopravvento, tanto che i critici, che hanno notato quanto senso di pietà sia presente nel canto dedicato a Paolo e Francesca, hanno stabilito che l’episodio dell’incontro fra Dante e Paolo e Francesca è il punto di partenza da cui il protagonista incomincia il suo percorso di conversione.

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