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“Notizia”, il dolore della distruzione come in guerra nella poesia di Roberto Roversi

Oggi è il 50esimo giorno dall’inizio della guerra in Ucraina. Il dolore di chi ha visto i propri cari morire e le proprie case cadere ci fa chiedere a gran voce la pace. Ecco perché oggi vi proponiamo “Notizia”, una struggente poesia di Roberto Roversi.

Siamo al 50esimo giorno di guerra in Ucraina. Le città, le case, le strade e le vite distrutte sono ormai incalcolabili. Quello che sta accadendo, molto vicino a noi, ci ricorda come ogni giorno la guerra infuri anche in luoghi più lontani dai nostri occhi, e come la sofferenza dei popoli vittime di guerra sia un fatto universale. Questo particolare momento dell’anno, in cui si avvicina la celebrazione della Pasqua, non possiamo rimanere sordi alle richieste di aiuto di coloro che fuggono dalle guerre, dalle guerriglie, dalla fame, dalla povertà e dalla morte. Chiediamo a gran voce la pace, e ricordiamoci quanto sia straziante l’atto della guerra.

Per tutte queste ragioni, oggi vogliamo proporvi “Notizia”, una poesia dello scrittore Roberto Roversi che, pur riferendosi a un avvenimento del tutto diverso che ha interessato la città di Bologna nel 1980, descrive quanto dolore si avverta quando si vede la propria città distrutta.
Leggiamo insieme la poesia “Notizia”.

Notizia

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.20
il cielo è un forno di pane pronto per la cottura
scappare sul mare di questa pianura e poi
approdare a isole azzurre felici ma tu

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.21
dicevi dicevi tu dicevi che hai bisogno di riflettere
se in questi giorni le parole hanno un senso
anche fra noi

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.22
d’accordo, non si può buttare via niente
d’altra parte non è possibile conservare tutto negli angoli della
memoria
salvare l’indispensabile

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.23
lo so che non sono migliore o peggiore di tanti
cerco con gli anni di diventare diverso
ho fatto errori tremendi
ma non mi sono mai consolato
la vita non è una prova di formula uno
per guadagnare la prima griglia in partenza

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.24
dammi la tua mano
vivere una volta per tutte definitivamente

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.25
senza un fiato di vento il cielo ha buttato
un grido tremendo
un sole nero corre per le strade
io voglio provare i miei sentimenti come su una lastra di fuoco

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.26
ahi il cuore
piange piange adesso piange come un sasso che ha vita
chiamano contiamo i morti
la libertà è lì a terra ferita
non possiamo più dare
soltanto pietà
questa estate è finita

BOLOGNA 2 AGOSTO ORE 10.27
ma dammi la tua mano
io non mi rassegno non mi voglio rassegnare

Il dolore della distruzione, come in guerra

Dopo aver letto la poesia, ci è subito più chiaro a quale avvenimento essa sia riferita: a Bologna, il 2 agosto 1980, sono le 10.25 quando un ordigno esplode nella sala d’attesa della seconda classe della stazione. L’ordigno, contenuto in una valigia abbandonata, provoca la morte di 85 innocenti, e il ferimento di oltre 200 persone. L’esplosione è terribile, tanto da causare il crollo di un’intera ala della stazione cittadina, la distruzione di un treno ancora in sosta e del parcheggio dei taxi che si trova nei paraggi.

Roversi descrive quindi l’evento che è noto come “strage di Bologna”, un attacco terroristico di matrice neofascista che è rimasto tristemente impresso nei cuori dei bolognesi. L’autore della poesia descrive gli attimi che precedono l’esplosione e quelli concitati che seguono l’evento, utilizzando delle brevi strofe irregolari, che mimano il flusso disordinato di pensieri che si srotola come un gomitolo.

I minuti scorrono, e con essi avviene la realizzazione di ciò che è accaduto. “Un grido tremendo/ un sole nero corre per le strade”, e l’io lirico si ritrova sballottato in qualcosa che non riesce ancora a comprendere, ma che porta via ogni traccia di luce. Non c’è più l’estate, che un attimo prima faceva brillare Bologna. Il cuore fa male, “piange piange adesso piange come un sasso che ha vita”. Le ripetizioni del lessico diventano adesso più frequenti, come se il poeta volesse riprodurre il singhiozzo di un pianto, la paura e la sofferenza che si riversano nell’anima di chi ha vissuto quei terribili momenti.

Ecco perché questo componimento resta attuale anche per il tempo che stiamo vivendo, per la guerra in Ucraina e in generale tutti i conflitti bellici a cui stiamo assistendo: rappresenta con straordinaria sensibilità non tanto un avvenimento preciso, ma lo stato d’animo di chi assiste alla distruzione della propria vita così come l’aveva conosciuta, di chi in un attimo sente sparire la terra sotto i piedi. Ogni certezza, ogni desiderio – anche il più futile e terreno – si allontana anni luce dall’attimo in cui il grido straziante della violenza rimbomba nei cuori.

Ma non dobbiamo cedere alla paura e al dolore. “Notizia” lascia, infatti, uno spiraglio di luce in quella mano che il protagonista della poesia stringeva poco prima dell’esplosione e che anche adesso vuole stringere forte, per non arrendersi all’orrore del mondo in cui viviamo.

Roberto Roversi

Roberto Roversi è uno scrittore, poeta, giornalista, soprattutto noto per aver collaborato molti anni con il cantautore Lucio Dalla.
Nasce a Bologna il 28 gennaio 1923. L’età della giovinezza è profondamente segnata dal vivace contesto culturale in cui è immerso, quello di una delle città più culturalmente dinamiche d’Italia.

Appena ventenne, decide di arruolarsi nella Resistenza partigiana. Tornato nella sua Bologna, dopo la guerra svolge per anni l’attività di libraio antiquario, gestendo la celebre Libreria Palmaverde. Risale al 1955 la collaborazione con Pier Paolo Pasolini e Francesco Leonetti per la fondazione di “Officina”, una rivista che ha molto successo fra gli intellettuali. Segue l’iniziativa di “Rendiconti”, un’altra rivista di successo fondata e diretta dallo stesso Roversi.

Intanto, la scrittura è parte integrante della vita del giornalista, che negli anni ’60 compie una scelta azzardata: decide di non farsi più pubblicare da grandi editori, ma di collaborare con piccole realtà locali o, decisione ancor più curiosa, di far circolare liberamente dei fogli volanti che recano le stampe delle sue poesie. È con quest’ultima modalità che viene pubblicata “Notizia”, la poesia che abbiamo appena letto.

A partire dagli anni ’70, Roberto Roversi collabora con Lucio Dalla, componendo dei versi destinati a diventare canzoni dell’amato cantautore. È il caso degli album “Il giorno aveva cinque feste”, “Anidride solforosa” e “Automobili”.

Roversi è anche autore di opere teatrali. “Unterdenlinden”, “Il Crack” e “La macchina da guerra più formidabile” sono stati recentemente ristampati da Pendragon.
L’autore continua a scrivere con impegno e passione fino alla morte, che avviene nel 2012, all’età di 89 anni.

 

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