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“Mi alzo con le palpebre infuocate”, la poesia di Pier Paolo Pasolini sulla giovinezza perduta

“Mi alzo con le palpebre infuocate” è una poesia di Pier Paolo Pasolini composta tra il 1950 e il 1951, pubblicata nella sezione Poesie Inedite di “Poesie”

Ricorre oggi l’anniversario di Pier Paolo Pasolini, uomo poliedrico nato a Bologna il 5 marzo del 1922 e morto assassinato a Roma il 2 novembre 1975. Per ricordarlo vi proponiamo la poesia “Mi alzo con le palpebre infuocate”, un componimento contenuto nella sezione Poesie Inedite della raccolta “Poesie”.

“Mi alzo con le palpebre infuocate”

Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne
smagrita, si fissa con la luce
fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata
dall’eternità; così mi brucio, è inutile
– pensando – essere altrimenti, imporre
limiti al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore…

La giovinezza lontana

In questa poesia Pier Paolo Pasolini, con disarmante terrore, racconta la presa di coscienza del suo stesso invecchiamento. La descrizione dettagliata che ci regala in questi versi mostra l’ineluttabile trascorrere del tempo nell’arco della vita di un uomo e il rendersi conto, in un mattino come tanti, della scomparsa della giovinezza aggredita dalla barba cresciuta nella notte e del fisico cambiato. Vediamo qui un Pasolini poeta dal grande talento come, dopo tutto, nel resto delle arti d lui messe in pratica. Una poesia, questa, in cui tanti si possono rispecchiare e che riesce a mettere a nudo la paura di invecchiare.

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Pier Paolo Pasolini

Pasolini era un personaggio scomodo per molti, subì numerosi processi, quasi sempre per aver presentato opere e temi considerati amorali o immorali. Nel 1955 pubblicò il romanzo “Ragazzi di vita” che gli valse nel 1956 una querela per “letteratura oscena”. Con questo romanzo divenne figura centrale per la cultura italiana. Nel 1958 pubblicò “Una vita violenta” e nel 1961 esordirà come regista con il film “Accattone” che lo renderà noto al pubblico. Pasolini sarà anche poeta potente e pubblicherà le raccolte “Poesie a Casarsa, “La meglio gioventù”, “Le ceneri di Gramsci”, “La religione del mio tempo” e “Poesia in forma di rosa”.

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