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La poesia

Camus e la speranza in se stessi nella poesia “Invincibile estate”

“Invincibile estate” è una poesia di Albert Camus pubblicata nel 1954, che racconta la coscienza di sé e la speranza

Albert Camus, scrittore, filosofo, drammaturgo, giornalista, attivista… Un intellettuale dai mille volti che con le sue opere, tradotte in moltissime lingue, ha contributo alla cultura mondiale e che ci ha anche lasciato degli splendidi versi. Oggi, abbiamo pensato di proporvi la poesia “Invincibile estate”, uno dei suoi componimenti più belli.

“Invincibile estate”

Mia cara,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno
vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo
vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.

La speranza che ci salva

Questa poesia, come le altre contenute nella raccolta “L’estate”, è scritta per esprimere la meraviglia che il poeta ha sperimentato quando ha scoperto in sé la speranza. Un nuovo sentimento che qui viene in soccorso all’animo tormentato di Camus. Lo scrittore francese, infatti, racconta nei componimenti pubblicati in questa raccolta l’influenza che la guerra aveva avuto su di lui, trasformando il disagio dell’esperienza in fonte di speranza. Speranza che lo ha salvato dal tormento, facendolo sentire vivo. Quella speranza che gli ha permesso di scoprire l’amore tra l’odio, il sorriso tra le lacrime e la tranquillità nel caos. “Invincibile estate” si figura quindi come un inno alla vita nonostante la crudeltà del mondo.

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“Al risveglio”, la poesia di Tagore sulle risposte della vita

Al risveglio: una poesia di Rabindranath Tagore, celebre scrittore indiano Premio Nobel per la Letteratura del 1913.

 

Albert Camus

Nato nel 1913 in Algeria, dopo la morte del padre, assieme alla madre Catherine Hélène Sintés, e alla nonna materna, si trasferì ad Algeri dove seguirà tutti i gradi di scuola. Superò la povertà delle origini grazie al suo straordinario intelletto. Dopo la laurea in Filosofia ad Algeri – all’epoca una delle più prestigiose università francesi – intraprese l’attività di giornalista e si affermò rapidamente come scrittore. Nel 1957, con un bottino di quattro romanzi, sette saggi e quattro opere teatrali, Albert Camus fu insignito del premio Nobel per la Letteratura. Affetto e affaticato dalla tubercolosi, rifiutò la direzione della Comédie Francaise, chiedendo di dirigere un teatro sperimentale. Morirà in un incidente nel 1960.

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