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La poesia

“Il regno delle donne”, la poesia di Alda Merini omaggio alla donna

“Il regno delle donne” è una poesia di Alda Merini, poi musicata da Giovanni Nuti, che racconta della differenza di genere

“Il regno delle donne” è una poesia di Alda Merini che parla della differenza di genere e di come le donne le donne abbiano una forza tale per riuscire a superale e andare avanti nella loro missione. “Il regno delle donne” è cantato e musicato da Giovanni Nuti, fa parte dell’album “Una piccola ape furibonda”.

“Il regno delle donne”

C’è un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.
 Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.
 Una stampella d’oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l’amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.
Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.

La resilienza nel “Regno delle donne”

Non bisogna partire dal presupposto che le donne siano migliori degli uomini nonostante per secoli il mondo sia stato costruito secondo l’idea opposta. In questo modo non si vuole la parità, ma una sorta di vendetta. Uomini e donne sono sullo stesso piano, ma a favore delle donne una cosa bisogna dirla. A causa di questa scarsa considerazione le donne hanno saputo sviluppare una resilienza incredibile, sarà anche grazie alla maggiore sensibilità di cui sono dotate, ma la donna sa rialzarsi quando inciampa o viene buttata per terra. La forza delle donne, che si mostra in questo “Regno delle donne” di cui parla Merini, è proprio quella di ricominciare nonostante le ossa rotte, anche se a romperle è stato un uomo amato.

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Alda Merini

Alda Merini, poetessa troppo a lungo incompresa. Gettata nella morsa dei manicomi perché considerata pazza in un’epoca che ancora non voleva vedere la profondità delle donne. L’unica sua colpa era la sensibilità, la troppa empatia, forse. Una capacità più profonda di sentire il dolore che l’ha resa matta agli occhi degli altri. Ma pazzo era solo il suo bisogno di scrivere, la sua arte poetica di cui oggi non potremmo fare a meno. È nata il 21 marzo 1931 Alda Merini, il primo giorno di primavera, e se ne è andata il 1° novembre del 2009, un fiore calpestato troppe volte che chiedeva solo un po’ d’amore.

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