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La poesia

Pascoli e la poesia “Il gelsomino notturno” per le nozze di un amico

Giovanni Pascoli scrive la poesia “Il gelsomino notturno” nel 1903 in occasione del matrimonio di un suo amico

“Il gelsomino notturno” è una poesia di Giovanni Pascoli del 1903 contenuta nella raccolta “Canti di Castelvecchio”, scritta in occasione del matrimonio dell’amico Gabriele Brignati. Il componimento affronta il tema della sensualità e dell’erotismo, ambiti che però il poeta viveva in maniera drammatica.

“Il gelsomino notturno”

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

L’erotismo raccontato con la natura

In questo componimento, lo si capisce già dal titolo, Giovanni Pascoli allude fortemente alla sensualità e all’erotismo, pur essendo per lui temi distanti e infelici. Una poesia per il matrimonio dell’amico Gabriele Bignati dove il poeta contempla la casa che vedrà consumarsi la prima notte di nozze. Il tono di Pascoli risulta distaccato e quasi imbarazzato, paragonandosi all’ape tardiva che giunta nell’alveare, non ha più posto. L’erotismo viene raccontato con la delicatezza della natura, fiori notturni, farfalle crepuscolari e odore di fragole.

 

Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. Dai sette ai dodici anni studiò nel collegio “Raffaello”, che dovette lasciare in seguito alla morte del padre, ucciso da sconosciuti mentre tornava dalla fiera di Cesena. Si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna dove si laureò e subito iniziò la carriera d’insegnante di latino e greco. Negli anni universitari Pascoli subisce il fascino dell’ideologia socialista di Andrea Costa. Partecipa a manifestazioni contro il governo, viene arrestato nel ’79 e si trova a dover trascorrere alcuni mesi in carcere. Insegnò per varie Università, finché nel 1905 ottenne a Bologna la cattedra di Letteratura italiana. Morì a Bologna nel 1912.

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