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“De gli occhi de la mia donna si move”, un sonetto per celebrare il Dantedì

In occasione del Dantedì, la giornata intitolata a Dante Alighieri e alla sua vasta produzione letteraria, ricordiamo il Sommo Poeta con “De gli occhi de la mia donna si move”, una poesia dedicata alla donna amata.

Fra i diversi temi trattati da Dante Alighieri nella sua produzione poetica, l’amore riveste un ruolo di prim’ordine. Beatrice, la donna angelicata cantata dal Poeta, è infatti protagonista della maggior parte dei componimenti dell’autore. In occasione del Dantedì, ricordiamo il Sommo Poeta leggendo “De gli occhi de la mia donna si move”.

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De gli occhi de la mia donna si move

De gli occhi de la mia donna si move
un lume sì gentil che, dove appare,
si veggion cose ch’uom non pò ritrare
per loro altezza e per lor esser nove:

e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove
tanta paura, che mi fa tremare
e dicer: “Qui non voglio mai tornare”;
ma poscia perdo tutte le mie prove:

e tornomi colà dov’io son vinto,
riconfortando gli occhi paurosi,
che sentier prima questo gran valore.

Quando son giunto, lasso! ed e’ son chiusi;
lo disio che li mena quivi è stinto:
però proveggia a lo mio stato Amore

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Un sonetto classico che tratta il tema universale dell’amore

“De gli occhi de la mia donna si move” rappresenta un perfetto esempio di sonetto stilnovistico, con il tema dell’amore al centro di tutto il componimento. Il richiamo agli esponenti del Dolce Stil Novo è forte: nella prima quartina risalta, infatti, il motivo della luce tipico della poesia di Cavalcanti e Guinizzelli, per descrivere la bellezza e la purezza della donna amata.

L’amore nei confronti di Beatrice è tanto forte da spaventare il poeta. Con “gli occhi paurosi”, Dante teme di non reggere al desiderio di Beatrice. Il ricorso ad “Amore”, personificato, è anch’esso motivo tipico degli autori del Dolce Stil Novo: il poeta chiede ad Amore di intervenire per rendere più tollerabile il più intollerabile dei tormenti.

“De gli occhi de la mia donna si move” è un componimento che, con uno stile classico e articolato, ci mostra una delle realtà più presenti nella vita di ogni essere umano: l’amore e lo stato dell’innamorato, che se da un lato teme i suoi sentimenti e cerca di fuggire le occasioni di incontro con la persona amata, dall’altro non aspetta che queste occasioni, trepidante, senza riuscire a pensare ad altro. Un sonetto antichissimo che tratta un tema universale in modo sempre attuale.

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Il Dantedì

Il Dantedì, che ricorre il 25 marzo di ogni anno, è stato istituito nel 2020 dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro della cultura Dario Franceschini. Ma perché proprio il 25 marzo?

Il 25 marzo è riconosciuto dagli studiosi come la data di inizio del viaggio che Dante compie nell’Aldilà nella Divina Commedia. Perciò, in questo giorno si celebra il Sommo Poeta con iniziative che hanno luogo in Italia e nel resto del mondo. Il nome “Dantedì” è nato a seguito di una chiacchierata fra il giornalista Paolo Di Stefano – fra i principali promotori della giornata dedicata a Dante Alighieri – e il linguista Francesco Sabatini.

 

 

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