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Arthur Rimbaud, gioventù, amore ed ebbrezza nella poesia “Romanzo”

In occasione dell’anniversario della nascita del poeta francese Arthur Rimbaud, vi proponiamo la lettura di “Romanzo”, un componimento che racconta l’amore e la giovinezza in modo lirico e dissacrante al tempo stesso.

Il 20 ottobre del 1854 nasceva nella regione delle Ardenne Arthur Rimbaud, uno dei poeti francesi più famosi e amati della storia. Scomparso in giovane età, Rimbaud viene ricordato per l’animo ribelle da “poeta maledetto”, le rappresentazioni libere in cui si avverte una totale pienezza dei sensi, e il percorso di innovazione poetica che parte da una rivalutazione del sonetto e dell’alessandrino, procede con il verso libero e giunge alla poesia in prosa.

In occasione dell’anniversario della sua nascita, condividiamo con voi “Romanzo”, un componimento scritto nel 1870 in cui Arthur Rimbaud utilizza il tema tradizionale dell’amore in modo ironico e dissacrante, raccontando di un amore adolescenziale servendosi di una vena lirica e accostando il lessico sentimentale a quello proprio dell’ubriachezza.

Romanzo di Arthur Rimbaud

                                          I

 Non si può essere seri a diciassette anni.
– Una sera al diavolo birra e limonate
E i chiassosi caffè dalle luci splendenti!
– Te ne vai sotto i verdi tigli del viale.

Come profumano i tigli nelle serate di giugno!
L’aria talvolta è così dolce che chiudi gli occhi;
Il vento è pieno di suoni, – la città non lontana, –
E profuma di vigna e di birra…

                                             II

– Ed ecco che si scorge un piccolo brandello
D’azzurro scuro, incorniciato da un piccolo ramo,
Punteggiato da una cattiva stella, che si fonde
Con dolci brividi, piccola e tutta bianca…

Notte di giugno! Diciassette anni! – Ti lasci inebriare.
La linfa è uno champagne che ti sale alla testa…
Si vaneggia; e ti senti alle labbra un bacio
Che palpita come una bestiolina…

                                         III

Il cuore, folle Robinson nei romanzi,
– Quando, nel chiarore di un pallido fanale,
Passa una signorina dall’aria incantevole,
All’ombra del terrificante colletto paterno…

E siccome ti trova immensamente ingenuo
Trotterellando nei suoi stivaletti,
Si volta, lesta, con movimento vivace…
– E sulle tue labbra muoiono le cavatine

                                         IV

E sei innamorato. Preso fino al mese d’agosto.
Sei innamorato. – I tuoi sonetti La fan ridere.
Gli amici se ne vanno. Sei di pessimo gusto.
– Poi l’adorata una sera si è degnata di scrivere…!

Quella sera,… – torni ai caffè splendenti,
Ordini birra o limonata…
– Non si può essere seri a diciassette anni
Quando i tigli sono verdi lungo il viale.

Roman, il testo originale della poesia di Rimbaud

                                           I

On n’est pas sérieux, quand on a dix-sept ans.
– Un beau soir, foin des bocks et de la limonade,
Des cafés tapageurs aux lustres éclatants !
– On va sous les tilleuls verts de la promenade.

Les tilleuls sentent bon dans les bons soirs de juin !
L’air est parfois si doux, qu’on ferme la paupière ;
Le vent chargé de bruits, – la ville n’est pas loin, –
A des parfums de vigne et des parfums de bière…

                                           II

– Voilà qu’on aperçoit un tout petit chiffon
D’azur sombre, encadré d’une petite branche,
Piqué d’une mauvaise étoile, qui se fond
Avec de doux frissons, petite et toute blanche…

Nuit de juin ! Dix-sept ans ! – On se laisse griser.
La sève est du champagne et vous monte à la tête…
On divague ; on se sent aux lèvres un baiser
Qui palpite là, comme une petite bête…

                                           III

Le coeur fou Robinsonne à travers les romans,
– Lorsque, dans la clarté d’un pâle réverbère,
Passe une demoiselle aux petits airs charmants,
Sous l’ombre du faux-col effrayant de son père…

Et, comme elle vous trouve immensément naïf,
Tout en faisant trotter ses petites bottines,
Elle se tourne, alerte et d’un mouvement vif…
– Sur vos lèvres alors meurent les cavatines…

                                            IV

Vous êtes amoureux. Loué jusqu’au mois d’août.
Vous êtes amoureux. – Vos sonnets La font rire.
Tous vos amis s’en vont, vous êtes mauvais goût.
– Puis l’adorée, un soir, a daigné vous écrire…!

– Ce soir-là,… – vous rentrez aux cafés éclatants,
Vous demandez des bocks ou de la limonade…
– On n’est pas sérieux, quand on a dix-sept ans
Et qu’on a des tilleuls verts sur la promenade.

Arthur Rimbaud

Jean Nicolas Arthur Rimbaud nasce nel 1854 a Charleville-Mézières, nella regione delle Ardenne. Data la professione del padre, capitano d’esercito, Arthur cresce esclusivamente con la madre, donna severa e rigida, molto preoccupata dell’educazione dei cinque figli, della rendita delle terre di cui è proprietaria e del buon nome della famiglia.

Nel 1862, Arthur entra all’Istituto Rossat. Allievo modello, durante gli studi ottiene innumerevoli gratificazioni e comincia a scrivere in versi. All’istituto il giovane conosce, grazie al suo professore di retorica, i grandi autori della letteratura francese. Se ne innamora. Nel 1870 cominciano le fughe che forniscono ispirazione ai versi di Rimbaud: la prima risale al 29 agosto, quando il giovane prende un treno per giungere a Parigi, ma viene fermato prima e arrestato per vagabondaggio.

Quando, dopo mesi, il poeta arriva finalmente a Parigi, Rimbaud si apre ad una vita piena di possibilità: amicizie con celebri poeti e artisti dell’epoca, espedienti di ogni genere per guadagnarsi da vivere, versi visionari, pieni di vitalità e colori. L’amicizia con Paul Verlaine diventa fondamentale per Arthur Rimbaud: insieme, i due decidono di abbandonare Parigi e partire alla volta del Belgio.

Belgio, Inghilterra, Germania, Svizzera, Italia e Africa sono soltanto alcune delle mete raggiunte da Rimbaud nel corso della sua breve vita, piena di avvenimenti e colpi di scena. Muore il 10 novembre 1891, a Marsiglia, a seguito di una grave gangrena al ginocchio che lo aveva fortemente debilitato e costretto ad un uso spropositato di morfina per calmare i dolori.

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