Sei qui: Home » Poesie » Antonio Machado e la solitudine del poeta in “Notte d’estate”
La Poesia

Antonio Machado e la solitudine del poeta in “Notte d’estate”

In occasione dell’anniversario della nascita di Antonio Machado, condividiamo con voi “Notte d’estate”, un malinconico componimento del celebre autore spagnolo.

Antonio Machado, il cui nome completo è Antonio Cipriano José María y Francisco de Santa Ana Machado Ruiz, nasceva a Siviglia il 26 luglio 1875, Figlio dell’etnografo e studioso di folclore Antonio Machado Álvarez – che era pronipote di Agustín Durán – e fratello minore dell’altrettanto celebre poeta Manuel.

Gli evidenti richiami al Modernismo, la predilezione per il lessico in apparenza semplice e quotidiano e la presenza di temi lirici e intimisti hanno fatto di Antonio Machado un poeta tanto famoso quanto acclamato, in Spagna e all’estero.

In occasione dell’anniversario della sua nascita, vogliamo condividere con voi “Notte d’estate” – il cui titolo in versione originale è “Noche de verano” –, una poesia tratta dalla raccolta “Campi di Castiglia” (1912) in cui Machado descrive una serena notte estiva e vi proietta la sensazione di solitudine del poeta.

Notte d’estate di Antonio Machado

È una notte bellissima d’estate.
Nelle alte case stanno
spalancati i balconi
del vecchio borgo sulla vasta piazza.

In quell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi, acacie
disegnano in simmetria
le nere ombre sulla bianca arena.

Allo zenit, la luna, e sulla torre
col quadrante alla luce l’orologio.
In questo vecchio borgo vado a zonzo
solo, come un fantasma.

Noche de verano di Antonio Machado

Es una hermosa noche de verano.
Tienen las altas casas
abiertos los balcones
del viejo pueblo a la anchurosa plaza.

En el amplio rectángulo desierto,
bancos de piedra, evónimos y acacias
simétricos dibujan
sus negras sombras en la arena blanca.

En el cénit, la luna, y en la torre,
la esfera del reloj iluminada.
Yo en este viejo pueblo paseando
solo, como un fantasma.

Il paesaggio notturno e la solitudine del poeta  

È quasi cinematografico il paesaggio descritto da Antonio Machado in “Notte d’estate”, una poesia composta da 12 versi in cui gli endecasillabi si alternano ai settenari creando un’armoniosa musicalità.

Le case viste dall’alto, lo sguardo che plana sino a raggiungere la piazza, protagonista della seconda strofa del componimento… Deserto, “quell’ampio rettangolo”, in cui le acacie e le panchine disegnano delle ombre scure, diventa il perno che unisce la descrizione paesaggistica e lo stato d’animo del poeta.

Ed è proprio nell’ultima strofa che Machado esplicita la tematica intimista che ha dato origine a “Notte d’estate”.

Siamo dinanzi ad una poesia contemplativa, probabilmente scritta in un momento di profonde meditazioni, quando tutto il mondo fuori ha chiuso gli occhi in attesa del nuovo giorno, e chi è rimasto sveglio non può a fare a meno di godersi la malinconica, dolce solitudine che è propria della notte inoltrata.

Chi è Antonio Machado

Antonio Cipriano José Marìa y Francisco de Santa Ana Machado Ruiz, poeta spagnolo conosciuto semplicemente come Antonio Machado, nasce il 26 luglio 1875 a Siviglia, in Spagna, città da cui va via, insieme al resto della famiglia, all’età di 8 anni.

La vita della famiglia Machado viene sconvolta nel 1893, quando il padre di Antonio viene improvvisamente a mancare, lasciando i suoi cari in preda allo sconforto e alla disperazione. È un periodo difficile, fatto di stenti e difficoltà economiche. Tuttavia, il giovane Antonio continua a frequentare gli ambienti teatrali e i circoli letterari, facendosi conoscere e conoscendo, a sua volta, gli intellettuali dell’epoca.

Tra il 1899 e il 1902 effettua due viaggi a Parigi dove conosce Jean Moréas e Oscar Wilde. Nel 1903 pubblica “Soledades”, una bellissima raccolta poetica. Dopo la morte della moglie, negli anni Venti, diventa uno degli intellettuali che contrastano con maggiore convinzione la dittatura di Primo De Rivera.

All’inizio del 1939 Antonio Machado abbandona la Spagna insieme con il fratello, la cognata e la madre, per andare oltre la frontiera francese, che raggiunge tra il 28 e il 29 di gennaio. Muore il 22 febbraio dello stesso anno.

© Riproduzione Riservata